Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Frontini e il suo esercito di terracotta ci portano il bilancio della ‘decrescita felice’.”È con il bilancio che si cambiano le città”. Fedele a questa convinzione mi dimisi da assessore nel maggio 2017 in contrapposizione alla prima e unica giunta di centro sinistra che ha governato Viterbo che riteneva invece di fare ordinaria amministrazione.
Giacomo Barelli
Oggi la situazione è drammaticamente peggiorata in quanto è ormai un dato di fatto per tutte le giunte che sì sono succedute che il bilancio sia una strumento di ordinario la cui necessaria approvazione serve solamente a tirare a campare piuttosto che a cambiare la nostra città.
In questo Frontini non fa eccezione. C’è però una notizia che sconcerta in quello sta accadendo in questi giorni nell’aula di palazzo dei priori e cioè l’assoluto silenzio degli oltre venti consiglieri comunali della maggioranza che non sentono il dovere di onorare il loro ruolo di rappresentanti dei cittadini , intervenendo e portando le istanze di chi li ha votati.
È infatti il consiglio, il parlamento cittadino luogo principe della vita di un comune, che può scrivere il futuro di una città
Non sappiamo il motivo di tale silenzio se per cieca obbedienza o timore della sindaca ma è sintomatico che l’unico intervento in aula della maggioranza, riportato dalla stampa, sia stato per richiedere la pausa pranzo, ma si sa come diceva Napoleone Bonapaparte “per gli stomaci vuoti non esistono né obbedienza né timore”.
Il desolante quadro che se ne ricava è quello di un esercito di terracotta di cui si è circondata Frontini che ,come la famosa armata cinese, è formato da un insieme di statue collocate nel mausoleo del primo imperatore da noi rappresentato dalla sala del consiglio comunale. Insieme a quelle statue il primo imperatore cinese fu poi sepolto nel 210 a c….
Insomma consiglieri comunali trasformati in una sorta di esercito simbolico, destinato a servire il ‘primo imperatore ‘ Frontini, piuttosto che a difendere le istanze del popolo che li ha eletti. Il tutto accade nel ‘cupio dissolvi’ di Viterbo.
Tuttavia la situazione è grave ma non seria direbbe Flaiano e se come dice qualche bene informata l’anno migliore è quello che deve ancora venire ….nel frattempo però ci si invecchia e da Vetus Urbs (Viterbo appunto ) a Necropoli il passo è breve .
In realtà ‘l’avventura Frontini’ fino ad oggi più che di un esercito di terracotta (forse più un armata brancaleone direi)sembra invece un gigante dai piedi d’argilla, granitico nel silenzio delle sue convinzioni, forte del successo elettorale ma pronto a crollare rovinosamente sotto il peso delle responsabilità e dei problemi della città a cui non riesce a rispondere.
E infatti con buona pace dei grillini (nella vita c’è sempre qualcuno migliore o peggiore di noi ), il bilancio di Frontini è quello di una decrescita felice che, come disse giustamente un ex presidente del consiglio, è felice solo per chi non ha visto aziende chiuse e cassaintegrati.
Ciò detto non possiamo immaginare che l’unica visione per il futuro di Viterbo sia quella per l’aldilà, come per l’armata di terracotta cinese, ma dobbiamo invece guardare oltre fin da subito.
E lo dobbiamo fare in primis noi forze politiche di destra e di sinistra, mettendo da parte antichi contrasti, e cominciando a costruire già adesso (e non come sempre poco prima delle elezioni) una proposta politica alternativa credibile e guidata da un o una leader competente che possa finalmente ,per il bene di tutti, rimettere in cammino la nostra città verso un processo di modernizzazione da cui oggi siamo molto lontani.
Giacomo Barelli – Segretario provinciale Di Azione
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