Viterbo – Assistenza domiciliare, le famiglie in lista d’attesa salgono a 27. Erano 25 quelle che non sono riuscite finora a usufruire del servizio. Negli ultimi giorni sono salite di due.
Viterbo – Consiglio comunale
Il dato è emerso in serata durante la discussione in consiglio comunale degli emendamenti al bilancio di previsione. L’amministrazione Frontini ha fatto strike, colpiti e affondati tutti quelli del Pd, erano 15 e il primo della Lega per iniziare a progettare il recupero dell’ex chiesa degli Almadiani. Sedici su sedici respinti, compreso quello proposto da Lina Delle Monache (Pd) per incrementare la somma a disposizione dei Servizi sociali ed eliminare la lista d’attesa per il servizio d’assistenza domiciliare. Un aiuto a famiglie con persone anziane o malate.
Importo di 55mila euro. Arriveranno a luglio, in assestamento di bilancio, come ha ricordato la sindaca Chiara Frontini. Mandando su tutte le furie Lina Delle Monache: “State dicendo a queste famiglie che i soldi li mettere a luglio, se ci saranno”.
Mentre Antonella Sberna (FdI) sulle somme da prevedere è stata chiara: “I fondi si postano in bilancio, in base al numero d’utenti, se ci sono maggiori richieste si prevedono fondi adeguati per coprirle tutte”. Qualcosa non deve avere funzionato.
Niente da fare pure per i fondi destinati alle minimacchine di Santa Rosa. Il contributo di 25mila euro da dividere fra le tre, centro storico, santa Barbara e Pilastro è stato bocciato.
Ma l’assessore Alfonso Antoniozzi (Cultura) ha garantito di nuovo che arriveranno, sempre dall’avanzo, come per le feste patronali. Lasciando delusa la consigliera Sanna (Pd) che l’ha proposto: “È una questione di priorità. Mi auguro che riusciate a finanziarle, ma voi state dicendo che è più importante l’assessorato alla Bellezza o il progetto dell’assessore Franco rispetto alle minimacchine di Santa Rosa”. Riferimento ai due capitoli di bilancio da cui avevano prelevato i fondi.
Mentre Matteo Achilli (FdI) ha tagliato corto: “State dicendo agli organizzatori, ai comitati, che ora questi soldi non ci sono”.
Non è andata meglio ad Alvaro Ricci (Pd), sull’acquisto del logo di San Pellegrino in Fiore. Proposta bocciata, perché secondo la sindaca Frontini bisogna valutare se i detentori intendano donarlo o meno. Risparmiando al momento duemila euro.
Il tiro all’emendamento prosegue oggi. A oltranza.
Giuseppe Ferlicca
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