Viterbo – “Mi ha sputato dicendomi che mi avrebbe ammazzato e poi mi ha spaccato un ombrello in acciaio sulla testa”. Il pomeriggio da incubo di Giovanni Scuderi. Il noto commerciante viterbese, che alle ultime elezioni comunali si era candidato a sindaco, ieri è stato protagonista di un brutto episodio, aggredito nella centralissima via Marconi, poco dopo le 18,30.
Viterbo – Via Marconi e nel riquadro Giovanni Scuderi
“Un qualcosa di surreale, che finora avevo visto solo in tv”. Scuderi si era fermato, dentro la sua auto, per una telefonata. “Sarà durata sei o sette minuti – ricorda Scuderi – mentre ero lì arriva una persone che sputa sul parabrezza, mi fa il gesto del dito medio e si allontana.
Quando ho chiuso col telefono sono ripartito su via Marconi, ma arrivato a metà, mi sono dovuto fermare perché un uomo si era piazzato in mezzo alla strada”.
Inevitabile bloccare l’auto. “Ho pensato che fosse qualcuno che conoscevo. Lì per lì non ho collegato con l’episodio precedente. Mi ha fatto scendere e appena fuori mi ha sputato, dicendomi che mi avrebbe ammazzato. Poi ha preso un ombrello e me lo ha spaccato in testa. L’ho visto, era d’acciaio e rotto in tre punti”.
Sono stati momenti concitati. “Mi ha sputato di nuovo e dato anche un calcio. A quel punto sono rientrato in macchina e ho chiamato il 112”.
È anche arrivata un’ambulanza. “Sono andato in ospedale, sono rimasto fino alle 23 in pronto soccorso”. La prognosi è di cinque giorni.
“Mi ha preso anche la mascella – ricorda Scuderi – stamani ero in questura per la denuncia.
Dovrò tornare in ospedale per un’altra visita”.
Da viterbese, Scuderi è preoccupato non solo per quanto gli è accaduto personalmente, ma pure per la situazione in città.
“Nonostante il lavoro che ogni giorno fanno le forze dell’ordine, Viterbo non è più sicura, come lo era una volta. Altro che le chiavi sulla porta d’ingresso, come ricordo io un tempo. Questo è un problema grosso”.
Andare in auto o fare una passeggiata in centro e trovarsi in una simile situazione, fa pensare. “Io quest’uomo non lo conoscevo, mai visto prima.
In quel momento, chiunque si fosse trovato lì, penso che avrebbe subito quello che è toccato a me. Una sfacciataggine e una strafottenza incredibili.
Siamo inermi di fronte a certe situazioni, è impressionante”.
Giuseppe Ferlicca
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