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Cultura - Il medico-scrittore sabato sarà a Farnese - Tra gli scorci del Pinocchio di Comencini - Evento presentato dall'etruscologo e studioso di storia farnesiana Romolo Lucarelli

“Felici si muore” di Carlo Pizzoni, presentazione nel borgo di mastro Geppetto

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Carlo Pizzoni

Carlo Pizzoni


Farnese – (sil.co.) – Sarà presentato sabato 22 aprile a Farnese il libro “Felici si muore”, l’ultima fatica letteraria del medico e scrittore Carlo Pizzoni, dirigente dal 2017 presso la struttura complessa di neurochirurgia dell’ospedale di Belcolle. L’occasione per una gita fuori porta all’inizio del weekend lungo del ponte del 25 aprile. 

“Il libro raccoglie 16 racconti di vita, amore, morte e amicizia. Ognuno di esso racchiude ricordi d’infanzia, storie di guerra e conflitti, legami profondi e inaspettati tra le persone. Pezzi di vita raccontati tra malinconie, aneddoti, sogni impossibili e desideri svelati”, ricorda l’autore. 

L’evento, patrocinato dal comune, sarà presentato – nell’ambito del ciclo “Incontri d’autore”, organizzato dall’associazione socio culturale Farnese e Tuscia viterbese – da Romolo Lucarelli, etruscologo e studioso di storia farnesiana. 

L’appuntamento è in programma alle ore 17 di sabato, presso la sala sottostante il centro anziani del caratteristico piccolo borgo di Farnese, nel cuore dell’Alta Tuscia, in via Cesare Battisti. 


Farnese

Farnese


All’inizio dell’autunno è uscita la raccolta “Felici nuore” (De Nigris Editori), che prende il titolo da un altro racconto che vede come protagonista sempre don Mimino.

In questa antologia vengono raccolti, per la prima volta, una fiaba e tutti i racconti premiati dello scrittore, insieme a opere inedite, fra cui “Il momento della verità” e “Gli eroi di Titano”. Chiude la raccolta un racconto noir che a pochi mesi della sua stesura ha già ottenuto due importanti riconoscimenti: “Diversamente Killer”.

Nel mondo della scrittura creativa ha fatto il suo esordio con l’antologia collettiva di racconti noir, La cattiva strada (Filigrana, 2020), con il suo racconto “La legge dello squalo”, dove compare per la prima volta l’antieroe per eccellenza: don Mimino detto lo squalo, soprannome che deriva dalla sua innata tendenza a sbranare gli avversari.

Il neurochirurgo è anche autore, nell’ambito della sua professione, di numerose pubblicazioni di carattere medico su atti congressuali e riviste scientifiche, sia nazionali che internazionali e ha partecipato, in qualità di relatore, a numerosi congressi in Italia. Appassionato di storia della medicina, collabora con il sito storiadellamedicina.net.


 

Gita fuori porta a Farnese

Farnese, coi suoi 1371 abitanti, è un borgo tipicamente medievale che sorge su una rupe tufacea ad ovest del lago di Bolsena ai confini con la Toscana, poco distante dal litorale Tirrenico, a 343 metri sul livello del mare. 

In provincia di Roma fino al 1927, quando fu istituita la provincia di Viterbo, Farnese è stato scelto negli anni Settanta dal regista Luigi Comencini per girarvi le prime scene dello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio (1972), dove rappresenta il paese in cui vive e lavora mastro Geppetto.

Si trova a Farnese la riserva naturale del Lamone, un bosco fittissimo, legato al fenomeno del brigantaggio che a metà dell’Ottocento conobbe larga diffusione nel territorio, tra i più noti Domenico Tiburzi. Farnese fu teatro della campagna garibaldina dell’Agro Romano per la liberazione di Roma. Il 19 ottobre 1867 una cruenta battaglia durata circa tre ore e mezzo tra i 150 volontari delle colonne garibaldine maremmana e livornese e 500 pontifici.

La storia del paese è legata alla famiglia dei Farnese, che facevano parte degli eserciti di comuni tra cui Orvieto, Firenze e Siena. Stando dalla parte dei Guelfi, combatterono contro i Ghibellini, per riconquistare San Pietro in Tuscia. A partire dal 1500, Farnese migliorò le sue condizioni assumendo una posizione di rilievo e un secolo dopo il feudo entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Chigi.

Nel XIX secolo Farnese passò prima al maresciallo francese De Boumont, poi ad Alessandro Torlonia fino al XX secolo.


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17 aprile, 2023

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