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Confartigianato - Marini e Meroi sottoscrivono l’appello lanciato al governo, al parlamento e alla politica

“Senza crescita si muore”

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Un'immagine di Viterbo

Viterbo

– Senza crescita si muore. La crisi sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo e Rete Imprese Italia lancia un appello al governo, al parlamento e alla politica ai quali dice “Adesso tocca a voi!”.

La ripresa sembra diventata un miraggio e gli imprenditori stanno perdendo la speranza, oltre alla pazienza. Se è vero che la recessione ha ormai ridotto all’osso le imprese del terziario di mercato, dell’artigianato e l’impresa diffusa, schiacciati dagli effetti dell’eccessiva pressione fiscale, del crollo dei consumi senza precedenti, del difficile e costoso accesso al credito e dell’annosa questione della riscossione dei crediti vantati nei confronti della P.A, è altrettanto vero che il destino dell’economia imprenditoriale italiana non è ancora segnato.

La drammaticità della situazione impone un risveglio delle coscienze e dei cervelli politici affinché gli interventi, da più parte sollecitati, vengano attuati.

L’appello aperto alla sottoscrizione degli amministratori e degli imprenditori su tutto il territorio nazionale sta dilagando e anche il sindaco di Viterbo, Giulio Marini, e il presidente della Provincia, Marcello Meroi, hanno firmato il manifesto a sostegno dei tanti imprenditori del territorio che si stanno misurando con l’emergenza economica.

”Adesso tocca a voi! – spiega Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato – è uno strumento ideato per dare concretezza numerica alle migliaia di richieste d’aiuto che si levano da ogni parte del Paese. Gli imprenditori portano sulle loro spalle il peso insostenibile di una politica che, negli ultimi anni, non ha saputo garantire soluzioni. Come recita l’appello, le imprese hanno fatto tutto il possibile e anche di più: ora tocca a voi“.

Tasse a livelli da record, credito latitante, burocrazia opprimente e una politica inconcludente: il 2013 è segnato da 26,6 miliardi in meno nel Pil, 22,8 miliardi in meno di consumi e 249mila chiusure delle attività commerciali e dell’artigianato.

Il nuovo governo può intervenire per invertire questo andamento con riforme strutturali che vadano ad incidere in modo sostanziale sui mali che affliggono l’imprenditoria e, più in generale, l’intera economia italiana.

Confartigianato presenterà i risultati dell’iniziativa e della raccolta firme al premier Enrico Letta l’11 giugno prossimo, in occasione dell’assemblea generale dell’associazione.

 


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17 maggio, 2013

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