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Viterbo - Lo storico segretario della Uil ieri in sala regia per parlare di Giacomo Matteotti: "Occorre ridare forza alla democrazia"

Giorgio Benvenuto: “Il lavoro precario ha gettato il paese in una situazione disperata”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il lavoro precario non ha dato occupazione ma ha gettato il paese in una situazione disperata. Occorre ridare forza alla democrazia”. Giorgio Benvenuto ieri pomeriggio in sala regia a Viterbo, palazzo dei Priori, per parlare della figura di Giacomo Matteotti, il segretario del Partito socialista unitario ucciso dai fascisti il 10 giugno 1924 per aver denunciato i brogli elettorali e le violenze delle elezioni che portarono definitivamente al potere Benito Mussolini avviando 20 anni di dittatura in Italia che si conclusero solo con la seconda guerra mondiale e la resistenza partigiana.


Viterbo - Giorgio Benvenuto

Viterbo – Giorgio Benvenuto


“I giovani – ha detto Benvenuto – non vedono riconosciuto il loro merito e vanno via dal paese per cercare altre soluzioni. Occorre invece avere la capacità di proporre, pensare e utilizzare l’innovazione. Con la partecipazione e la presenza del mondo del lavoro. Riducendo le disuguaglianze e facendo in modo che il nostro paese tenga conto di quello che sta avvenendo.
Non possiamo più cercare di guadagnare tempo altrimenti le cose non maturano ma marciscono”.

Giorgio Benvenuto è stato lo storico segretario generale della Uil negli anni ’70 e ’80. Con Pierre Carniti della Cisl e Luciano Lama della Cgil ha rappresentato il punto più alto delle battaglie sindacali di quegli anni, affrontando anche uno dei momenti più drammatici della storia italiana, gli anni del terrorismo e della strategia della tensione.

Il coraggio di opporsi alla dittatura, il titolo dell’incontro in sala regia, durante il quale è stato presentato anche il libro Un anno di dominazione fascista, una raccolta di interventi di Matteotti, tra cui il discorso sui brogli elettorali del 10 maggio 1924. Un incontro organizzato dalla Uil Lazio, fondazione Bruno Buozzi, di cui Benvenuto è presidente, Uil scuola Viterbo e Uil pensionati Viterbo. Il tutto con il patrocinio del comune della città dei papi. 

“Matteotti rappresenta per noi un punto di riferimento – ha aggiunto Benvenuto -, rappresentando il coraggio, la fermezza e la volontà di reagire alla dittatura e al fascismo”.


Viterbo - L'incontro in sala regia con Giorgio Benvenuto

Viterbo – L’incontro in sala regia con Giorgio Benvenuto


“Un appuntamento di grande levatura – ha commentato Frontini – a 75 anni di distanza dall’approvazione della nostra Costituzione della quale il prossimo regaleremo una copia a tutti i ragazzi delle scuole, le nuove generazioni che sono il presente e il futuro di questo paese. Valori, quelli della Costituzione, che vogliamo far camminare sulle nostre gambe”.

Assieme a Benvenuto e Frontini, ad intervenire anche il prefetto Antonio Cananà, il segretario della Uil pensionati Franco Palumbo, il segretario della Uil Lazio, Alberto Civica, Enrico Mezzetti, presidente provinciale di Anpi, e David Lodesani della Uil scuola. In sala, tra il pubblico, il segretario generale della Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti, la segretaria generale della Uil scuola Silvia Somigli e il segretario generale della Uil pensionati Lazio, Oscar Capobianco.

“Per chi ama la democrazia italiana – ha evidenziato Cananà -, Matteotti è un punto di riferimento straordinario. Un grande uomo, un grande italiano e soprattutto un uomo coraggioso. Sarebbe bello poterlo ricordare a Viterbo anche il prossimo anno, quando ricorreranno i 100 anni della sua morte”.

“Matteotti ci insegna i valori della libertà – ha proseguito Palumbo -. Valori fondamentali. Un patrimonio da spendere per tutelare e difendere i diritti dei lavoratori e dei pensionati”.

“Matteotti – ha detto popi Mezzetti – è l’inizio della resistenza. Per noi il problema della memoria è centrale, un elemento essenziale.
Oggi c’è una grande battaglia per mettere in discussione la nostra storia e noi dobbiamo contrastare tutto questo”.

“La condizione di cittadino – ha continuato Lodesani – deve ispirare il nostro pensiero e le nostre parole. La docenza nelle scuole è la prima linea degli sforzi per costruire i cittadini del futuro. E in questa costruzione la figura di Matteotti è centrale”.


Viterbo - L'incontro in sala regia con Giorgio Benvenuto

Viterbo – L’incontro in sala regia con Giorgio Benvenuto


“Capire le nostre radici significa capire da dove veniamo – ha concluso infine Civica -. E i nostri valori di riferimento sono sempre valori fondamentali. Valori di cui la Uil è interprete. Matteotti non era contro lo stato borghese ma contro il fascismo che aveva una carica di illiberalità che lo rendeva diverso dagli altri. E combatteva la sua battaglia dentro le leggi dello stato, dentro la legalità. Ed è quello che fa il sindacato. Discutendo sul merito, con intransigenza”.

Daniele Camilli


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19 aprile, 2023

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