(g.f.) – Consiglio comunale convocato d’autorità. Dopo la lettera della prefettura in cui si chiede d’approvare il bilancio consuntivo (termine scaduto il 30 aprile), il presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli ha convocato per oggi la conferenza dei capigruppo da cui è scaturita la decisione: si ritorna in consiglio comunale.
Gabbianelli ha ascoltato i gruppi, favorevole l’opposizione, Pd, Udc e gruppo misto, con Sel assente, mentre dalla maggioranza è arrivato un secco no, ma c’è stato poco da fare. Gabbianelli, in base all’articolo otto dello statuto ha convocato d’autorità la seduta, vista l’importanza dell’argomento da trattare, in ottemperanza alla diffida prefettizia.
Per domani è stata convocata d’urgenza la commissione bilancio, quindi mercoledì alle dieci in prima convocazione il consiglio comunale, che tornerà eventualmente a riunirsi giovedì in seconda convocazione. Questo significa che se mercoledì non si dovesse raggiungere il numero legale, il giorno dopo basteranno soltanto quattordici consiglieri in aula per rendere valida la seduta. Si giova su pochi numeri, l’opposizione è a quota sedici e teoricamente può farcela, ma a tre giorni dal voto e al rompete le righe già di fatto avvenuto, non sarà semplice.
Dal Pd comunque Alvaro Ricci canta vittoria: “Siamo ovviamente soddisfatti per la decisione presa – osserva Ricci – è assolutamente ovvio che il consiglio uscente approvi il rendiconto di gestione, non può essere demandato a quella che verrà, è naturale. E’ innaturale invece che la giunta approvi il 30 aprile un documento sul consuntivo, almeno avrebbero dovuto farlo un giorno prima della scadenza. In ogni caso è compito del consiglio comunale. Dal punto di vista politico è bene che la città sappia. Oltretutto ci sono nove milioni di euro che potrebbero sforare il patto di stabilità, stando agli uffici”.
Diametralmente opposto il parere del capogruppo Pd Roberto Bennati: “Sarebbe stato decisamente più opportuno – osserva Bennati – che fosse la nuova consigliatura ad approvarlo, anche perché si chiude con un avanzo di circa 700mila euro per le spese elettorali. Di solito il consuntivo si approvava a giugno, stavolta è sfuggito al Governo che ci sono cinquecento comuni dove si vota ed è complicato convocare consigli in questa fase.
Oltretutto il consuntivo è una pura presa d’atto di quanto speso, non è il preventivo dove si discute su come investire le somme. Per evitare una speculazione elettorale sarebbe stato più giusto che si rinviasse, pure il termine della prefettura non lo vedo perentorio, se passava qualche giorno in più non succedeva nulla”.
Il Pdl ha detto di no alla convocazione: “Il presidente del consiglio – continua Bennati – ha voluto convocarlo d’urgenza, un atto forzato e non è una buona cosa. Si crea confusione verso i cittadini. Chissà quale atto si pensa che fosse, mentre è solo una presa d’atto. Per la prima volta registriamo questa forzatura, nonostante sia nei suoi poteri da presidente. Noi eravamo contrari, la minoranza favorevole, la useranno elettoralmente, ma non faranno bene alla democrazia e alla chiarezza”.
Vi presenterete in consiglio? “Vedremo – conclude Bennati – noi abbiamo anche un paio di consiglieri comunali, avere studiato ad arte questa cosa, non è un bene”.
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