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Elezioni comunali 2013 - Al Teatrotenda arriva Gasparri (Pdl) a sostegno di Marini - Incontro con imprenditori e associazioni di categoria - Il presidente Unindustria chiede interventi urgenti e bacchetta i candidati sindaci

Merlani: “Vedo poca concretezza nei programmi”

di Giuseppe Ferlicca
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Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

Marcello Meroi e Maurizio Gasparri

Marcello Meroi e Maurizio Gasparri

Giulio Marini

Giulio Marini

Daniele Sabatini

Daniele Sabatini

Domenico Merlani

Domenico Merlani

Giuseppe Chiarini

Giuseppe Chiarini

– Gli imprenditori chiedono concretezza. Riuscirà il prossimo sindaco a raccogliere la sfida? Al Teatrotenda ieri Giulio Marini parla d’economia con gli imprenditori locali e un ospite arrivato da Roma, il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl) (fotogallery).

Il momento è difficile, non è il caso di stare troppo dietro ai convenevoli.

“Vedo i programmi dei candidati – spiega Domenico Merlani di Unindustria – ci leggo poca concretezza, sono poco supportati economicamente. Dobbiamo lavorare per la ripresa, facendo di più e in modo più concreto, altrimenti tutto rimane pura campagna elettorale”.

Non è un momento semplice per molti settori, ma l’edilizia è tra quelli che se la passano peggio: “Si discute dell’Imu sulla prima casa – continua Merlani – ma ci sono altre tassazioni che hanno di fatto paralizzato il mercato immobiliare. Bisogna capire fino dove si può arrivare con la tassazione dove tassare.

Sovraccaricare un bene rifugio come l’abitazione di balzelli ucciderà il mercato e le imprese continueranno a chiudere”. Sulla stessa linea Ferindo Palombella, presidente della Camera di commercio, anche lui si aspetta un segnale. Possibilmente positivo.

E non è che il settore primario, l’agricoltura, se la passi meglio. Giuseppe Chiarini di Confagricoltura ha i suoi problemi da portare all’attenzione di Gasparri e Marini.

In sala non c’è moltissima gente, in gran parte sono candidati, rappresentanti del Pdl e di categoria. C’è la Federlazio con Giuseppe Crea, Antonio Delli Iaconi (Unindustria), Luigia Melaragni (Cna) e De Simone (Confartigianato).

Giulio Marini ci mette del suo nel raccontare i suoi cinque anni terribili e porta in dote un tesoretto da oltre trenta milioni di euro d’investimenti che aiuteranno a risollevare Viterbo.

“Ho fatto tutto quanto era possibile – osserva Marini – con i tagli subiti e le difficoltà della crisi”. Daniele Sabatini, pure lui sul palco, concorda e anche il presidente della Provincia Marcello Meroi è dalla sua. Solo con il tono d’entusiasmo di qualche ottava più basso.

“Lascio in dote – continua il sindaco uscente – 33 milioni d’investimenti, oltre al Plus, tutti gli interventi in programma a Santa Barbara, la piazza a San Martino”. Poi si deve interrompere. Una mosca impertinente gli ronza attorno: “La manda Michelini o Rossi? – si domanda – no la manda Rossi”.

Sui suoi rivali pare avere idee chiare: “La ricetta dei miei competitori non esiste – continua Marini – vogliono fare iniziative con risorse che il Comune non ha.

Nessuno ha pensato di leggere il bilancio o se l’hanno letto non lo hanno capito. Gli unici soldi che ci saranno sono quelli che lascio io”.

Quindi chiede all’assessore Ubertini in sala entro venerdì la delibera per dare il via a quattro impianti termali e a qualcuno dei suoi avversari, (Michelini), particolarmente fissato con le fontane, manda a dire: “Si lamentano perché non c’è acqua. Ci costava 469mila euro.

Le ho chiuse, quei soldi preferisco investirli per i cittadini”.

Maurizio Gasparri dal canto suo, ricorda che quando si è trattato di prendere una decisione Marini ha optato per la sua città. “Giulio Marini ha scelto Viterbo – dice Gasparri – spero che Viterbo scelga Giulio Marini.

Quando si è trattato di prendere una decisione tra rimanere in Parlamento e continuare l’impegno da sindaco, Marini ha preferito Viterbo e sarebbe potuto uscire tranquillamente da una situazione difficile, come quella che si è trovato a gestire in Comune.

Spero che i viterbesi non si facciano tentare dall’antipolitica o dall’improvvisazione”.

Ad accogliere Gasparri fuori dal teatro c’è Mario Lega: “Con questa barbetta – gli dice Gasparri – mi ricordi Battistoni”. Quindi saluta Laura Allegrini, che trova particolarmente in forma: “Il riposo – è la replica della diretta interessata – fa bene”.

Non si ricorda del teatro tenda, solo perché l’ultima volta che è stato in città non c’era: “Infatti mi sembrava – osserva Gasparri – a Viterbo sono praticamente di casa”. Non gli si può nascondere niente, nemmeno un teatro.

Giuseppe Ferlicca

 

 

 


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21 maggio, 2013

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