Viterbo – (eli.ca) – “Stefania è tornata da sola, sono stati presi degli accordi e riprenderà la scuola”. Barbara Sepe, la mamma della 13enne che si era allontanata lo scorso 13 aprile dalla casa famiglia di Cerveteri, torna a parlare della vicenda a due giorni da quello che inizialmente era stato definito un ritrovamento, ma che in realtà è un ritorno volontario sulla base di un accordo con i carabinieri.
Cerveteri – Stefania, 13 anni
La sindaca di Cerveteri Elena Gubetti aveva scritto su Facebook: “Ho appena ricevuto notizia dai carabinieri che Stefania, la 13enne della nostra città che alcune settimane fa aveva fatto perdere le proprie tracce dopo l’uscita da scuola, è stata ritrovata dai carabinieri e riaccompagnata nella struttura in cui era ospitata”.
“Stefania non è stata ritrovata, è stato fatto in modo che si ‘ritrovasse’. C’è stato un accordo preciso con i carabinieri – fa sapere la madre Barbara -. C’è stata una chiamata fatta alle forze dell’ordine da persone che le gravitano attorno. Tant’è che io, sentendola al telefono, le ho detto se davanti a questa decisione non poteva chiamare me e dirmi che questa era la cosa che intendeva fare. Perché in ogni caso la terza media la deve finire, io l’avrei riportata a Cerveteri e finiva la storia. Senza dover coinvolgere i carabinieri. L’accordo con loro non è stato formulato da me.
Cerveteri – La sindaca Elena Gubetti
Ovviamente io non ce l’ho con lei, che comunque è una ragazzina – prosegue Barbara Sepe -, ma con chi ha voluto fare questo gesto, persone anche vicine a me e che forse, per paura o per altro, hanno scelto questa strada. La ragazzina è scappata e poi tornata perché non può rimanere nascosta, una ragazza così giovane non può vivere così per un qualcosa che non ha commesso.
Si è trovata nella condizione di dover rientrare. E’ stata anche spinta da me. Lei vorrebbe stare a Viterbo perché ha tutti i suoi interessi, tutti i suoi amichetti, quindi si chiede perché non possa stare dalle suore del Carmine dove sta anche la sorella. Ma non ci può stare perché è stata segnata a scuola a Cerveteri. Ora finirà le medie e poi si vedrà il da farsi”.
Cerveteri – La lettera che avrebbe scritto la 13enne Stefania
Stefania nella struttura di Cerveteri non è mai voluta stare. Una volontà che la 13enne avrebbe espresso con una lettera che la madre ha dichiarato essere stata scritta di suo pugno: tre pagine in cui si parla della storia della famiglia e dell’esperienza nella struttura in cui è stata mandata e in cui non si troverebbe bene.
Barbara Sepe, quindi, è d’accordo con il rientro di Stefania che dal 12 aprile si sarebbe rifugiata a Roma dove è rimasta fino a mercoledì. Quando poi, nel pomeriggio, è tornata a “Bagnaia in autonomia – racconta la madre -. Passare dalle forze dell’ordine non era necessario. Ma la scuola la deve finire e deve continuare anche.
Per quanto riguarda il rientro – specifica -, io stessa ero favorevole perché a me le azioni che non portano da nessuna parte non piacciono. Se quest’azione avesse portato a qualcosa, si poteva anche protrarre nel tempo, ma visto che Stefania deve finire la scuola e poi non ci sono delle situazioni consone affinché possa riavere l’affidamento delle mie figlie, vivere così non porta a nulla. E di certo non auspico un futuro così per mia figlia, una vita vissuta alla giornata e fatta di espedienti. Vorrei che continuasse a studiare.
Sono contenta che torni a scuola perché perdere un anno sarebbe stato stupido. Ha fatto una piccola vacanza, diciamo. Non si è guadagnato niente ma nemmeno si è perso niente.
Credo ci siano state delle persone che si sono messe in mezzo e si sono accordate. E l’hanno convinta a fare questa mossa. E’ solo la mia ipotesi però. Lei da sola non si sarebbe rivolta ai carabinieri. Invece si è alzato il telefono e ci si è dato un appuntamento.
Il sindaco di una cittadina piccola come Cerveteri deve fare il suo lavoro e non può essere che contento che una ragazza sia ritornata ‘all’ovile'”.
Cerveteri – Stefania, 13 anni
Stefania, in questo periodo di allontanamento, sarebbe stata bene. Il ritorno nella struttura di Cerveteri non è quello che auspicava ma è l’unico modo per poter concludere gli studi di terza media e poi continuare il suo percorso di istruzione.
“Stefania sta bene – continua Barbara -, è stata con degli affetti e delle persone a lei prossime quindi sta bene. Certo non sarebbe voluta tornare là. Se ci fosse stata possibilità si sarebbe fatto in modo di mandarla dalle suore del Carmine. Ma io sapevo che non sarebbe stato possibile a un mese dalla fine della scuola. In futuro chissà. Il tempo passerà. La più grande tra un anno e mezzo avrà 18 anni, per Stefania anche passerà il tempo e farà le sue scelte di vita ma a 18 anni ci arriverà. Se vorranno stare con me staranno con me. Per le mie figlie voglio solo felicità e voglio che stiano bene. L’istruzione è importante, l’ignoranza è sempre governabile. Spero solo che questa sua azione non abbia troppe ripercussioni, adesso, certo, alla casa famiglia le staranno ancora più addosso anche solo per fare due passi”.
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