Viterbo – (g.f.) – “Telefonate da politici e affini per far mettere altrove i gay: se vere sono affermazioni gravissime”. Non sfugge a Giacomo Barelli, quanto la Pro Loco ha riportato sulla collocazione degli stand per Viterbo in festa a piazza delle Erbe.
Il responsabile provinciale di Azione non usa mezzi termini. “Si tratta di affermazioni che se vere sono talmente gravi – osserva Barelli – che deve indagare la magistratura. Queste persone importanti chi sono? Di quale partito? Chi sa deve riferire”.
Tutto ruota attorno al posizionamento dello stand Lgbt con un altro. C’è stato un malinteso iniziale che poi a quanto pare è stato chiarito. Ma qualcuno avrebbe telefonato per farlo posizionare altrove. Da “politici di estrema destra e affini”.
“Se è così si tratta di discriminazione – continua Barelli – ed è punita per legge, a maggior ragione se avvenuto nell’ambito di una iniziativa che possiamo definire pubblica”.
– “Telefonate da politici e affini di estrema destra per far mettere altrove i gay…”
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