Viterbo – Diversamente da suoi loquaci confratelli (si chiamano così fra loro i vescovi), Marco Salvi, capo della diocesi di cui fa parte Trevignano, non si fa determinare dalle “pressioni mediatiche” e sulle apparizioni vista lago rinvia alla commissione di esperti che ha nominato e che si muove secondo i criteri canonici fissati “dalla Congregazione”, cioè da Roma.
Quindi non commenta, aspetta l’esame scientifico “dei fatti”, coerente con la sua formazione (prima di andare in seminario è stato architetto) e con la prudenza antica della curia.
D’altronde, può darsi sia la prima volta della Madonna che parla tra i monti Sabatini, ma non è la prima volta che qualcuno dice di averla vista e ascoltata. Nell’anno 352, per esempio, un papa, Liberio e un tale Giovanni, patrizio romano, riferirono di avere avuto da lei l’incarico di costruire l’attuale basilica di Santa Maria Maggiore a Roma nel luogo dove avrebbe fatto nevicare in piena estate, cioè nella notte tra il 4 e il 5 agosto.
È stato valutato che solo nel secondo millennio le cronache avrebbero dato notizia di circa 21mila apparizioni. Comprese quella di Lourdes in cui, nel 1858, si presentò come come Immacolata Concezione – e questo titolo era diventato dogma quattro anni prima – e quella di Fatima del 1917, annunciata dal fenomeno del “sole rotante”, un globo luminoso simile a quello che Pio XII vedrà tra fine ottobre e inizio di novembre del 1950, quando cioè egli, il giorno 1, proclamò il dogma dell’assunzione corporea della Vergine in cielo.
Misteri della fede e materia da santi sulla quale non è dato addentrarsi ai fanti.
Può interessare, però, la testimonianza di un ex presidente della repubblica, Francesco Cossiga cattolico e conversatore abituale di filosofia e teologia con Benedetto XVI. In un libro-intervista a Claudio Sabelli Fioretti, illustre giornalista originario delle nostre parti (Cura di Vetralla), dopo aver detto ”La chiesa non chiede di credere alle apparizioni e se mi metto a dire che non credo a Lourdes, al massimo mi chiedono di essere più prudente, ma non mi condannano”, riferì questa “barzelletta” raccontatagli da un amico cardinale ai tempi delle prime apparizioni di Medjugorje. “Gesù, san Pietro e la Madonna decidono di fare una vacanza. San Pietro dice: Perché non andiamo a Gerusalemme? E Gesù: No, un momento, qui finisce che mi crocifiggono un’altra volta. Andiamo invece a Roma. No, risponde san Pietro. A Roma crocifiggono me un’altra volta. Allora, perché non andiamo a Medjugorje? E la Madonna: Ah bello, bello! Non ci sono mai andata!”
Così Cossiga e, solo qualche anno fa, papa Francesco ha confermato: “Le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario”. Poi, per farsi capire meglio, ha aggiunto: “La Madonna non è il capo di un ufficio telegrafico che dice venite che domani alla tale ora darò un messaggio a quel veggente…”.
Ognuno, perciò, continui pure a credere e a fare come… crede. Da buon fante.
Renzo Trappolini
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