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Viterbo - Palazzo dei Priori - Intervista alla consigliera delegata alla via Francigena

Alessandra Croci: “Un ostello comunale per ampliare l’ospitalità per i pellegrini del Giubileo”

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Viterbo – “Serve un ostello comunale per ampliare l’ospitalità ai pellegrini della via Francigena in vista del Giubileo del 2025”. E’ l’obiettivo della consigliera comunale di Viterbo delegata alla Francigena, Alessandra Croci, che in questi mesi ha sviluppato un progetto di rilancio e valorizzazione della strada dei pellegrini che da Canterbury porta a Roma. Una progettualità per la quale l’amministrazione comunale ha stanziato in bilancio circa 60 mila euro. “Serve un’ospitalità offerta direttamente dal comune – ha spiegato Croci -. Dove l’amministrazione mette a disposizione un proprio edificio rendendolo fruibile ai pellegrini, facendolo gestire dalle associazioni”.


Alessandra Croci

Alessandra Croci


Qual è la progettualità in campo per rilanciare e sviluppare la via Francigena?
“Vorrei innanzitutto partire dalla visione d’insieme di questa amministrazione rispetto alla via Francigena. Un’amministrazione che ha compreso come la Francigena debba essere un volano per l’economia del territorio, compresi San Martino e Tobia dove stiamo mettendo in piedi diverse cose con la collaborazione dei due comitati cittadini. Per quanto riguarda la progettualità, innanzitutto abbiamo voluto un report della situazione attuale, vale a dire un punto di partenza. E i progetti che intendiamo realizzare sono il frutto di una sinergia tra la giunta e i consiglieri di maggioranza e altri sono scaturiti dal workshop che abbiamo fatto in questi mesi e dai gruppi che si sono creati successivamente”.

Su cosa si concentrano i progetti proposti durante il workshop e dai gruppi di lavoro?
“Il focus dei progetti si concentra innanzitutto sull’accoglienza dei pellegrini. Ad esempio la riqualificazione della zona San Lazzaro, la manutenzione e la sicurezza del tracciato. Particolare rilievo in questa prima fase verrà dato a un progetto cui tengo particolarmente, elaborato in sinergia con la consigliera Rosanna Giliberto. Si tratta di un progetto triennale che si concluderà con il Giubileo e che vedrà coinvolte tutte le classi prime medie di Viterbo e degli ex comuni per far conoscere la Francigena. Alla fine di quest’anno gli studenti, il 30 maggio, posizioneranno delle pietre dipinte direttamente da loro”.

Sono previsti anche altri progetti?
“Sì, ad esempio una mostra interattiva dal titolo ‘Nelle scarpe di…’, l’acquisto di colonnine bike per i pellegrini, un corso per i conduttori di joelette, il primo inizierà il 20 maggio, e tanto altro ancora”. 


La via Francigena

La via Francigena


Quanti sono i finanziamenti a disposizione?
“Il consiglio comunale ha messo a disposizione circa 60 mila euro e pensiamo di spenderli tutti proprio perché si tratta di una progettualità ampia, condivisa e in vista di un Giubileo del 2025 che ci vedrà protagonisti a 100 chilometri da Roma. Per la prima volta il comune di Viterbo ha stanziato in bilancio per la Francigena una somma cospicua, stabilendo di fatto la scelta di puntare su un importante asset dell’economia cittadina. Il risvolto economico dell’accoglienza dei pellegrini, come dei turisti, è ormai un dato di fatto. Ed è proprio per questo, per l’importanza che il nostro progetto per la via Francigena riveste, che l’amministrazione ha deciso di finanziarlo”.

Quali sono i tempi previsti per realizzare i progetti?
“Si tratta di una progettualità triennale con dei focus annuali. Tutto in vista del prossimo Giubileo”.

Perché secondo lei si è deciso di investire sulla Francigena soltanto adesso nonostante sia da tempo una via “turistica” di fondamentale importanza?
“Perché probabilmente le precedenti amministrazioni non la vedevano come un valore aggiunto e consideravano i pellegrini come turisti di serie B. Non solo, ma viverla dall’interno, come è stato per me, ha permesso di avere una visione diversa capendo priorità ed esigenze dei pellegrini. Per chi non ha vissuto questa dimensione è più difficile mettersi in gioco. Fermo restando che dopo il Covid c’è stata un’importante presenza di pellegrini. Solo quest’anno abbiamo avuto un passaggio di 16 mila persone, il che vuol dire economia, incontri, empatia e che queste persone torneranno sul territorio”.


la consigliera Alessandra Croci racconta la via Francigena agli studenti

La consigliera Alessandra Croci racconta la via Francigena agli studenti


Che tipo di turista è il pellegrino della via Francigena?
“Una persona che prima andava a cercare strutture con costi ridotti, adesso, vuoi perché non c’è un’offerta a costi calmierati, vuoi perché dopo il Covid c’è timore a stare tutti insieme in camerate conoscendosi poco o nulla gli uni con gli altri, la percezione è quella di cercare B&b, case vacanze e altre strutture con determinate caratteristiche”.

Secondo lei, l’offerta ricettiva del territorio andrebbe ampliata oppure no?
“Sì, andrebbe ampliata proprio perché tutti parlano di 50 mila pellegrini previsti a Roma per il Giubileo. Quindi l’offerta va ampliata con una ospitalità municipalizzata, come a Santiago”.

Che vuol dire?
“Significa avere un’ospitalità offerta direttamente dal comune. Dove l’amministrazione mette a disposizione un ostello, ossia un proprio edificio rendendolo fruibile ai pellegrini. Un ostello che verrebbe fatto gestire alle associazioni che si occupano di volontariato in sinergia con le associazioni che lavorano sulla via Francigena. E questa potrebbe essere una novità per il nostro territorio”.

In tal senso, qual è l’intenzione dell’amministrazione?
“Penso che la disponibilità dell’amministrazione sia quella di creare più strutture, alcune anche a Tobia e San Martino. Questo proprio perché la visione della Francigena da parte del comune va in questa direzione. L’obiettivo è potenziare l’ospitalità per i pellegrini”.

Daniele Camilli


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11 maggio, 2023

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