![]() Andrea Scaramuccia |
Riceviamo e pubblichiamo – Quando un finanziamento europeo diventa una iattura, questo potrebbe essere il titolo di un libro avente per protagonista il nostro sindaco Marini e la sua miope gestione dei fondi europei.
Già perché una grande somma sta per essere spesa dal Comune di Viterbo e poco o nulla andrà a finire nelle tasche dei viterbesi bisognosi
Ma andiamo per gradi: il Comune partecipa alla ripartizione di fondi europei per erogare voucher e servizi a sostegno dei viterbesi più bisognosi, per coloro che sono stati espulsi dal mondo del lavoro e, più in generale, per coloro che hanno reddito molto basso.
Voucher per asili nido, trasporto disabili, tirocini e formazione saranno finanziati grazie ai fondi europei; bellissimo si penserà ed invece non è bello neanche per idea. Si perché il buon sindaco Marini ha deciso di mettere dei paletti che non sono stati richiesti dalla Europa per tramite della Regione.
Di quali paletti parlo? Per esempio quelli di carattere geografico e quelli della reale integrazione sul territorio.
Mi spiego meglio: Il sindaco ha deciso che tali finanziamenti dovessero essere indirizzati solo agli abitanti del centro storico o coloro che lavorano nel centro storico, dimenticandosi che il 95% della popolazione vive fuori le mura. Non solo, è stata anche inserita un riga dove si dice che gli stranieri possono partecipare purché abbiano una conoscenza elementare della lingua italiana (elementare!).
Ora è di tutta evidenza che, non essendo paletti messi dall’Europa, questa scelta è stata una impostazione deliberata autonomamente dall’amministrazione. E non ci si venga a dire che non era possibile fare altrimenti perché sarebbe una bugia, tanto è vero che altri comuni laziali non hanno indicato il centro storico, ma aree più ampie del proprio territorio.
E’ evidente che una giunta guidata da La Destra non avrebbe mai consentito una cosa del genere e voglio specificare cosa avremmo fatto noi se fossimo stati al governo della Città, nochè cosa avrebbe dovuto fare una buona amministrazione.
In primis nel delimitare il perimetro dell’intervento avrebbe compreso la maggior parte possibile del territorio comunale (anche le frazioni), in secondo luogo avrebbe messo dei paletti più forti per garantire i cittadini viterbesi; nella fattispecie si doveva specificare che gli stranieri che possono ottenere i contributi debbo essere in possesso di un livello ottimo della lingua italiana, questo non per razzismo ma perché solo chi è veramente integrato e conosce bene la lingua gli usi ed i costumi può realmente dare qualcosa alla nostra comunità sia in termini lavorativi che di scambio interculturale (come accade in Inghilterra).
Invece sapete come andrà a finire? Che questi contributi andranno per il 75% a cittadini stranieri e per il 25% a cittadini viterbesi, lasciando, per di più, tutte le persone residenti a Santa Barbara, Grotte, Bagnaia, San Martino, i Cappuccini e tutte le altre zone fuori le mura senza la possibilità di usufruire di un aiuto.
Se questo è il modo di garantire e governare i viterbesi siamo freschi! Tutto ciò con La Destra a capo dell’Amministrazione non sarebbe accaduto e non accadrà in futuro.
Basta solo che i viterbesi aprano gli occhi e vengano a conoscenza degli interventi che li potevano aiutare e che non li aiuteranno!
Andrea Scaramuccia
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