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Chiesa - Il vescovo Orazio Francesco Piazza ha rinnovato la tradizione di affetto e devozione a Maria santissima, protettrice di Viterbo dal 1320 - Nonostante la pioggia, la festività per le vie del centro fino al chiostro della Trinità - FOTO E VIDEO

“Chiediamo a Maria Liberatrice di preservarci dai pensieri che costruiscono condizioni negative e frammentarie…”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo – “Chiediamo a Maria Liberatrice di preservarci dai pensieri che costruiscono dentro di noi condizioni negative e frammentarie…”. Con queste parole il vescovo Orazio Francesco Piazza ha rinnovato la tradizione di affetto e devozione a Maria Santissima Liberatrice, protettrice di Viterbo dal 1320.

Viterbo - La macchina di Maria santissima Liberatrice per le vie della città

Viterbo – La macchina di Maria santissima Liberatrice per le vie della città


Nel pomeriggio di domenica la processione che da piazza del Comune, attraverso via Ascenzi e via Cairoli, è poi arrivata alla chiesa della Trinità. Un corteo con 12 portatori che, accompagnati dai facchini di Santa Rosa, hanno trasportato a spalla la statua di Maria Santissima Liberatrice.

Il maltempo ha quasi fermato la festività. A piazza del Comune uno stop di almeno un quarto d’ora in attesa che la pioggia potesse smettere. Tutti sotto i portici. E anche i portatori e i facchini hanno adagiato la macchina con l’immagine sacra di fronte al cortile di palazzo dei priori, a riparo. Poi si è deciso comunque di partire. Dopo che i cittadini hanno anche intonato delle preghiere. Il corteo si è quindi tenuto, a ritmo più sostenuto con la pioggia ad accompagnarlo.

Viterbo - La macchina di Maria santissima Liberatrice per le vie della città

Viterbo – La macchina di Maria santissima Liberatrice per le vie della città


A piazza del Comune il saluto della sindaca Chiara Frontini e del priore della comunità agostiniana padre Giuseppe Scalella. Poi l’attesa sotto i portici e la partenza con il passaggio di un baldacchino di 3,5 quintali con l’immagine sacra a cui la comunità di Viterbo è particolarmente legata.

Viterbo - La macchina di Maria santissima Liberatrice

Viterbo – La macchina di Maria santissima Liberatrice

Viterbo - La macchina di Maria santissima Liberatrice

Viterbo – La macchina di Maria santissima Liberatrice


Ad accompagnare la processione i cavalieri Costantiniani di San Giorgio, il corteo storico, i musici e gli sbandieratori del Pilastro, diverse confraternite. Lungo il percorso anche il lancio di alcuni petali dalle finestre. 

La Vergine che i viterbesi invocano con il titolo di Liberatrice è la “Madonna in trono con Bambino” custodita dai religiosi dell’ordine di Sant’Agostino nella parrocchia annessa al loro convento.



Alla chiesa della Trinità il saluto del vescovo: “Vivo per la prima volta questo momento e colgo la vostra determinazione di non rassegnarsi. È lo spirito che mi piace vedere. È lo spirito che vi auguro di tenere vivo perché le avversità della vita sono dietro l’angolo. Ma la determinazione, la volontà e le motivazioni forti non fermano quanto abbiamo deciso di vivere come espressione profonda della nostra stessa identità”.

Viterbo - Chiesa della Trinità - La macchina di Maria santissima Liberatrice

Viterbo – Chiesa della Trinità – La macchina di Maria santissima Liberatrice


Poi una riflessione che il vescovo ha ricollegato all’immagine di Maria consapevole del percorso che l’avrebbe attesa come madre, come descritta nel Vangelo di Luca: “La memoria di questo evento trova la sua ricontestualizzazióne storica oggi nelle recenti vicende difficili che stiamo vivendo. Ossia quello che non possiamo più preventivare anche nella logica del tempo e dell’alternarsi delle stagioni. Bisogna quindi farsi forza ed esporsi all’imprevedibile, come Maria si è esposta all’impossibile dando alla luce Gesù pur non conoscendo uomo”.

E poi un altro messaggio rivolto a tutta la comunità: “Chiediamo a Maria Liberatrice di essere liberati dalle difficoltà, dai problemi. Perché questo tipo di libertà è sempre determinante per realizzare qualcosa, per saper trasformare le difficoltà in grandi opportunità. La pacificazione della città passa dalla volontà di volersi pacificare da parte di tutti i cittadini. La pace è un impegno devozionale, ma anche un impegno di vita”.

Viterbo - L’arrivo della macchina di Maria santissima Liberatrice in chiesa

Viterbo – L’arrivo della macchina di Maria santissima Liberatrice in chiesa – La preghiera del vescovo


“Chiediamo – ha concluso il vescovo – di liberarci da ogni male e dai pensieri che costruiscono dentro di noi condizioni negative e frammentarie e che rendono i problemi occasione di farci male. Costruiamo l’identità di un territorio che vuole realizzare il meglio anche nonostante le difficoltà. E cerchiamo di ricordare, come abbiamo bene appreso dopo la pandemia, che nessuno si salva da solo”.

La devozione per Maria Santissima Liberatrice risale al 1320 quando un avvenimento straordinario spaventò la popolazione. Un fenomeno naturale inaspettato che colpì particolarmente i viterbesi, forse una tempesta. I cittadini si recarono così nella cappella per affidarsi alla Madonna. Di lì a poco gli eventi cessarono. E da allora, la comunità ricorda tutti gli anni l’episodio miracoloso nella consapevolezza che la Vergine, apparsa nelle fattezze dell’immagine che si trovava nella piccola chiesa degli eremiti agostiniani, liberò la città.

Viterbo - L’arrivo della macchina di Maria santissima Liberatrice in chiesa

Viterbo – L’arrivo della macchina di Maria santissima Liberatrice in chiesa


 Tempo dopo seguì un altro fatto che la comunità riconduce alla fede per la Liberatrice, come ricordato dalla sindaca Frontini nel suo discorso. Nel 1503 la città si radunò attorno a un tavolo di pace, per far cessare i conflitti e le morti, affidandosi nuovamente alla Madonna. Una nuova intercessione della Liberatrice e la pace ritrovata. Per l’occasione fu donato un ex voto in ricordo.

Presenti alla cerimonia diverse autorità civili e religiose. Tra loro anche il presidente della provincia Alessandro Romoli e il presidente dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini. A piazza del Comune anche il vescovo emerito Lino Fumagalli.

Ed ecco che anche quest’anno, nonostante il maltempo, la città ha rinnovato il suo legame con la tradizione e la storia. Celebrando la protettrice di Viterbo.

Maurizia Marcoaldi


Multimedia – Video: La macchina di Maria santissima Liberatrice per le vie del centro – Gallery: La processione per Maria santissima Liberatrice

 


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28 maggio, 2023

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