Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Voglio abbracciare con tutta la stima e l’amicizia possibile Giovanna Portoghesi per il vuoto che lascia il grande architetto Paolo.
È sicuramente riduttivo qualificarlo architetto perché lui era veramente un cultore della bellezza che sapeva trasferire ai luoghi e agli oggetti.
Questa bellezza aveva riportato nella sua casa e nel giardino di Calcata. Ho un ricordo bellissimo delle meravigliose colazioni organizzate da Giovanna e dell’armonia e dell’ atmosfera semplice ma sofisticata che si respirava.
Non solo l’accademico, il massimo esponente del postmodernismo in Italia, l’architetto, ma anche l’umanista e l’uomo devono essere ricordati come espressione indelebile e rara del nostro tempo.
Ho collaborato con lui quando ero consigliere regionale alla soluzione del problema della “agibilità” e vulnerabilità del terreno sul quale e’ stata costruita la Chiesa Nuova di Calcata della quale lui donò il progetto. La concepì come una stella: dall’ alto del cielo si doveva vedere guardando giù verso Calcata una stella illuminata .
E la stella di Portoghesi, non solo il tetto della Chiesa, ma la sua prepotente quanto garbata personalità, brilla e brillerà per sempre.
Laura Allegrini
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