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Viterbo - Per il Tar del Lazio, tra le altre cose, "soddisfa la richiesta di una utenza non stanziale, come quella dell'università o degli uffici giudiziari"

Via libera alla farmacia comunale del Riello, bocciato ricorso di due “concorrenti” privati

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Viterbo – (sil.co.) – Via libera del Tar del Lazio alla farmacia comunale del Riello, bocciato il ricorso presentato cinque anni fa dalle farmacie Riccardi di via della Palazzina e Terracina del Pilastro contro il Comune di Viterbo e la Regione.

La ventesima sede farmaceutica del capoluogo e terza farmacia comunale dopo quelle a Santa Barbara e alla Quercia, secondo le intenzioni della Francigena che sta cercando i locali, dovrebbe essere inaugurata entro il 2024, su una superficie commerciale di almeno 200 metri quadrati, affaccio su strada e ubicazione al pian terreno.


Farmacia - foto di repertorio

Farmacia – foto di repertorio


 Come detto, per Viterbo la sede farmaceutica “Riello” è la 20esima farmacia sul territorio comunale. Nel ricorso veniva chiesto l’annullamento della delibera di giunta del 1 febbraio 2018 e della delibera del 27 febbraio 2018 con cui la Regione ne prendeva atto, sottolineando come come tale ulteriore sede farmaceutica insista in una zona attualmente servita dalle due farmacie ricorrenti, in cui hanno sede gli uffici giudiziari e l’università degli studi della Tuscia (…) popolata solo in alcune ore diurne (…) praticamente priva di residenti, e non soggetta ad espansione edilizia, ovvero ad un incremento di abitanti”.

Sia l’amministrazione comunale che quella regionale si sono costituire in giudizio, sottolineando tra le altre cose come la normativa preveda che “al fine di assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico  (…) si identificano le zone nelle quali collocare le nuove farmacie, al fine di assicurare un’equa distribuzione sul territorio, tenendo altresì conto dell’esigenza di garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate”.

 

“Il Comune – si legge nella sentenza del 29 maggio – si è dunque ragionevolmente mosso nella prospettiva che la nuova farmacia potesse rispondere alle esigenze “dei cittadini (che vi risiedono) più in ‘difficoltà’ nel raggiungere le sedi farmaceutiche già avviate”, nonché “soddisfare la richiesta di una utenza non stanziale, come quella dell’università o degli uffici giudiziari in una zona urbanisticamente dedicata a servizi tra i quali trovano collocazione anche studi medici e/o professionali in generale, per una utenza che solo occasionalmente e in maniera mirata frequenta la città e, nel caso avesse necessità, potrebbe trovare agevolmente (con la nuova sede farmaceutica) il servizio nelle vicinanze”.

Dalla stessa delimitazione della zona in questione “compresa tra due direttrici stradali che la delimitano: la strada provinciale Tuscanese e la circonvallazione del capoluogo, che la caratterizzano come un comprensorio a sé stante ed autonomo, distinto da altre zone della città” emerge, inoltre, come l’area interessata sia delimitata da importanti arterie stradali tali da far apparire opportuna l’istituzione in loco di una nuova sede farmaceutica.

I giudici amministrativi spiegano inoltre come “il parametro legislativo di una farmacia ogni 3300 abitanti rilevi solo ai fini della determinazione del numero complessivo di farmacie spettanti al comune e non anche al fine di dimensionare con precisione le aree assegnate alle singole sedi farmaceutiche, atteso che gli utenti sono sempre liberi di rivolgersi a qualsivoglia farmacia, non essendo tenuti a servirsi di quella territorialmente competente secondo la loro residenza“.

 

 

 


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1 giugno, 2023

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