Il progetto dell’università degli studi La Sapienza per la città di Viterbo (particolare)
Viterbo – La città che avrebbe potuto essere. Una città probabilmente migliore, quella proposta dalla Sapienza, l’università degli studi di Roma, a Viterbo. Ma lo studio, realizzato da 19 gruppi composti da 200 studenti coordinati dal professore di urbanistica della facoltà di architettura, Maurizio Errigo, non è piaciuto all’assessore Emanuele Aronne, architetto e titolare comunale della qualità degli spazi urbani. Un’occasione persa.
Tant’è vero che, domenica scorsa a Lazio Innova, Valle Faul, durante la presentazione dello studio della Sapienza, ha preso la parola liquidandolo, a prescindere e in malo modo. Questa l’impressione di tutti. Al punto da scatenare la reazione dei presenti, così la peggiore delle conseguenze. “Se serve anche solo ad innalzare il dibattito abbiamo fatto centro – ha scritto Errigo sul suo profilo Facebook -. Il prossimo anno, anzi nei prossimi anni, però lavoreremo in Provincia. In futuro, vedremo, forse ritorneremo a Viterbo”. In sintesi, per un bel po’, La Sapienza non metterà più piede nel capoluogo della Tuscia.
Maurizio Errigo dell’università degli studi La Sapienza di Roma
Che cosa proponeva lo studio realizzato dall’ateneo romano “per una Viterbo accessibile” finanziato dal Programma nazionale per la ricerca?
Si tratta innanzitutto di un lavoro avviato nel 2017. Il titolo: “Psycho urbanism. Città, cura dello spazio e inclusione sociale”. Uno studio che ha coinvolto buona parte della città. Dal Riello a tutto il centro storico, da via Cattaneo alla piscina comunale, fino a Pianscarano e piazzale Gramsci. Proponendo tutta una serie di scenari di come avrebbe potuto diventare la città dei papi.
Tra il passaggio a livello di porta Fiorentina e pratogiardino Lucio Battisti l’idea era quella di creare due rotatorie circolari ai due esterni di piazzale Gramsci per rendere più snella la viabilità. Il tutto con due attraversamenti pedonali accompagnati da salvagente posti tra le due corsie per permettere un attraversamento in sicurezza delle persone.
Viterbo – L’incontro di domenica scorsa a Lazio Innova
Lo studio avanzava poi l’ipotesi di incentivare l’uso dei mezzi sostenibili, con una pista ciclabile e un nuovo percorso pedonale, parte integrante di un collegamento che dovrebbe coprire tutto il perimetro delle mura medievali. Inserendo anche una rotatoria all’altezza della camera di commercio di via fratelli Rosselli dove gli incidenti nel corso degli anni non sono stati pochi.
In via Carlo Cattaneo, dove ci sono due scuole primarie, Vanni e Canevari, il progetto della Sapienza ridisegnava invece l’area con marciapiedi più larghi e un parcheggio con 160 posti auto a Santa Maria in Gradi.
Previste inoltre aree destinate alla socialità, con panchine ombreggiate da pergolati e alberi, così come, sempre in via Cattaneo, la decongestione del traffico tramite i sensi unici di via Nino Bixio e via Daniele Marin.
Lo studio proponeva anche di aprire a tutti il parcheggio dell’università della Tuscia in via Sabotino con 160 posti auto, 5 per disabili e 8 stazioni ricarica auto elettriche.
Dopodiché la ricerca conteneva anche la prospettiva futura di eliminare il tratto ferroviario tra porta Romana e porta Fiorentina sostituendolo con un grosso parcheggio. E sempre da quelle parti, a piazza Crispi, una piastra attrezzata per far dialogare il museo civico con porta della Verità.
Infine 120 nuovi posti auto tra porta Romana e le Fortezze e zero auto per il quartiere di Pianoscarano, dirottando le macchine nell’area camper (70 posti) e davanti alla Croce Rossa (20).
Quali avrebbero potuto essere le conseguenze del progetto per la città di Viterbo? A descriverle la squadra del professor Errigo in una delle slides proposte al pubblico di Lazio innova una settimana, spacchettandole in quattro diversi contenitori: sociale, mobilità, economico e urbano.
Viterbo – L’assessore Emanuele Aronne e la sindaca Chiara Frontini
Sociale: “Possibile incremento dei residenti, possibile incremento del decoro, tutela del centro storico, vivibilità per i bambini, possibile incremento dei servizi, possibile aumento degli spazi pubblici sociali”.
Mobilità: “Possibile incremento accessibilità e sosta, almeno degli spazi per la mobilità pedonale, diminuzione della mobilità privata, aumento delle strategie a supporto delle Ztl esistenti e delle auspicate zone pedonali”.
Economico: “Possibile incremento della quantità e della qualità del turismo, riduzione delle manutenzioni stradali, miglioramento del sistema economico generale, aumento delle attività economiche, realizzazione di un centro commerciale naturale”.
Urbano: “Possibile aumento della pulizia ordinaria degli spazi pubblici, pulizia e decoro, maggiore vivibilità degli spazi pubblici”.
Una proposta, quella dell’università La Sapienza, che l’amministrazione ha rispedito al mittente. Senza un vero motivo. Un’occasione persa. Per quale ragione? Perché, come ha detto Aronne domenica scorsa,… “nun ce piace”.
Daniele Camilli
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