Riceviamo e pubblichiamo – C’è tra molti e in molti luoghi, diffusa, la notizia che Tuscania sia una città di artisti.
In effetti non c’è cittadino che non si diletti in una qualche arte che sia la pittura, la poesia, la scultura, il canto, la recitazione o ancora il ricamo, la lavorazione del legno, il cucito, la cucina. Insomma la creatività regna sovrana.
Artisti per diletto o artisti per professione, viventi, stimati ed apprezzati da galleristi, collezionisti e pubblico. In cima alla lista, tuttavia, il più grande, la cui fama non si arresta in città, ne ai confini della nazione, è uno e indiscusso: Giuseppe Cesetti.
Sul maestro non stiamo a spendere parole, che ogni elogio è superfluo e insufficiente a descriverne la figura e l’arte. Basti dire che fino alla morte, sopraggiunta nel 1990, due furono i suoi amori e grandi passioni, di certo nessuna inferiore all’altra: la pittura ed i cavalli.
Il maestro era un allevatore di cavalli da corsa e non. In città lo ricordano ancora in sella, maestosa figura, uomo cosmopolita, ma profondamente legato alla sua terra di maremma dura e sincera, dove viveva, dove dipingeva e appunto, andava a cavallo. Tanto che noi del circolo del partito democratico non ci spieghiamo come sia possibile che proprio qui, tra quelli che incrociarono un tratto della sua vita terrena, lo abbiano quasi dimenticato.
Un torto, dalla sua città. Sabato scorso all’ippodromo di Capannelle si correva il “Premio Cesetti”, ben 22mila euro in palio. Vale oro il nome di Cesetti fuori dalle mura di tufo della sua Tuscania, ma dentro?
Solo una piazza a ricordarne il passaggio su questa terra amara, una piazza perennemente invasa dalle erbacce, che nessuno si cura di mantenere in uno stato decoroso per gli abitanti, figuriamoci per il personaggio a cui è stata dedicata e che dovrebbe ricordare ai posteri.
Si preferisce destinare ad altri piazze e vie “storiche”, quasi che la nostra città non lo meriti un nome come quello di Cesetti, non sia degna di intitolarle un premio artistico od equestre, un luogo centrale e rappresentativo della città, una scultura che ne perpetui il nome nel parco più bello che abbiamo, tappa obbligatoria per i turisti.
Nella vicina Tarquinia omaggiano in ogni modo e ad ogni occasione la memoria del poeta Cardarelli, e pensare che ci dividono dal litorale una manciata di chilometri, ma anni luce di consapevolezza.
Circolo Pd Tuscania
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