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Viterbo - Il 9 giugno alle 20 nella chiesetta rurale fondata da don Sebastiano Ferri

Lunga notte delle chiese a Castel D’Asso

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Chiesa di santa Maria di Castel d'Asso

Chiesa di santa Maria di Castel d’Asso

Viterbo – Lunga notte delle chiese anche a Viterbo. A Castel d’Asso. Il 9 giugno, alle 20. Nella chiesetta rurale fondata da don Sebastiano Ferri, negli anni 50-60 del secolo scorso nel crocevia via Francigena, strada Signorino etrusca e sito Castel d’Asso.

All’evento parteciperanno il gruppo di rievocazione medioevale “La Contesa” e la Schola Cantorum di S. Maria della Quercia. Evento sostenuto dall’Ucsi, unione cattolica stampa italiana di Viterbo.

Iniziativa nata a Belluno seguendo l’esempio della “Lange Nacht der Kirchen” in Austria e Alto Adige seguendo l’esempio di centinaia di luoghi spirituali di ogni tipo e confessione.

Iniziative culturali con musica, letture di testi poetici (Dante Alighieri, Alda Merini, John Newman…), musica, danze, riflessioni, dono del libro su don Dante Bernini (Il Giorno Ottavo). Evento aperto a tutti per respirare una aria pulita di senso dello Spirito seguendo come guida la luce, metafora di una vita più illuminata. E questo in un momento storico, il nostro, pieno di tragedia e di oscurità.

Non ha l’intento di portare gente in chiesa, ma di portare la luce dei cammini spirituali in mezzo alle piazze dove vive la gente con le sue gioie e i suoi drammi.

Con la ricchezza della parola che vibra in ogni cosa e ogni persona. Il tema quest’anno, è: “Dove sei…?”, che è il “dove” interiore e personale nella vita e nella storia umana. Se cerchiamo la luce dobbiamo anche essere luce che illumina i cammini dell’umanità. Dove siamo in questo mondo pieno di “notte”?

Da noi dipende se la malvagità umana non prevarrà sulla sapienza, ed è così che canta il libro della Sapienza al cap. 7:30 proposto come riflessione nazionale per questa notte “Illuminata e illuminante”.

Contro la sapienza la malvagità non può prevalere. Pensi che sia poesia? Se chi ci crede si dà una mano per darsi da fare, non sarà più poesia, ma realtà poetica.

Don Gianni Carparelli


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7 giugno, 2023

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