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Viterbo - Lettera all'assessore regionale Righini (Agricoltura), al presidente Rocca e alla presidente commissione Agricoltura e Paterna da parte degli agricoltori a firma del presidente Asta Monfeli

“Vanno affrontati seriamente i problemi che ci affliggono a iniziare dalla fauna selvatica”

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Fernando Monfeli

Fernando Monfeli

Viterbo – Riceviamo pubblichiamo la lettera inviata all’assessore regionale Righini (Agricoltura), al presidente Rocca e alla presidente della commissione Agricoltura e Ambiente Paterna da parte degli agricoltori a firma del presidente Asta, per chiedere interventi per il contenimento della fauna selvatica – Gentilissimo assessore Giancarlo Righini, le scrivo in rappresentanza dell’associazione che presiedo e di tutte quelle che hanno sottoscritto il documento, quello che sta vivendo la nostra categoria è un periodo difficilissimo e voglio essere particolarmente sincero con lei

La lettera che le scrivo ha subito molte critiche particolarmente negative. Molti Colleghi, disillusi, ci hanno sconsigliato di scriverle considerando questa come l’ennesima richiesta che cadrà nel vuoto. Moltissimi non hanno risposto al nostro invito a farle pervenire domande o a darci suggerimenti perché hanno perso la fiducia nelle istituzioni.

Noi invece abbiamo sentito il dovere di scriverle, in rappresentanza di tutti, perché le attuali e particolari contingenze, che coinvolgono la nostra categoria, ce lo impongono. Negli ultimi tre anni pressoché tutte le problematiche che stavamo affrontando, applicando soluzioni da attuare nel tempo, sono arrivate al limite. Problemi che avevamo preventivato di affrontare con un margine di tempo adeguato oggi sono problemi le cui soluzioni sono improrogabili. Per trovare e applicare le soluzioni ai nostri problemi non si possono più aspettare i mesi o gli anni. Data l’accelerazione che subiscono gli eventi che ineludibilmente ci coinvolgono diventano preziosi i giorni che le ore.

-Costi energetici insostenibili, fertilizzanti a costi improponibili
-Fauna selvatica incontrollata che danneggia i raccolti
-Mercati che non rispondono alla flessione dei nostri costi di produzione
-Un ambientalismo ideologico e a tratti becero ci addita regolarmente come sterminatori della natura
-Cambiamenti climatici che rendono violenta ogni manifestazione climatica e metereologica.

Il sole dell’estate lo scorso anno non ha aiutato le nostre produzioni a crescere, il sole dell’estate è arrivato prima della primavera e ha devastato la terra e tutto ciò che su essa è coltivato.
Il sole della primavera quest’anno ancora latita. La pioggia continua non è arrivata come un evento ristoratore, si è manifestata dopo molto tempo e molte volte è arrivata come feroce e distruttrice.

Molti colleghi, come può ben immaginare, travolti dalle difficoltà stanno pensando seriamente di voltare pagina e cambiare mestiere. Mi permetto di ricordarle che lo stesso premier ha più volte auspicato che, per far fronte alle future e sempre più frequenti crisi, sarà necessario ottenere un’autosufficienza alimentare per la nostra nazione. Quest’autosufficienza la possiamo realizzare solo noi agricoltori coltivando la terra, non potrà essere attuata per decreto-legge o in smart working. Molti agricoltori ripongono grandi speranze nell’operato del nuovo governo nazionale e regionale, i risultati elettorali ne sono la riprova.

L’aver istituito il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste segna per la prima volta, nella storia di questo paese, un passo verso il riconoscimento del vero ruolo che ricoprono le molte Aziende agricole che operano su tutto il territorio nazionale. Abbiamo appreso con piacere che nelle linee programmatiche della auspicata sovranità alimentare vengono chiariti degli aspetti che riteniamo fondamentali per poter affrontare serenamente le grandi difficoltà che affliggono le nostre Aziende. Due punti, secondo noi, rappresentano la possibilità̀ di poter garantire un futuro alle nostre produzioni nazionali e alle nostre aziende agricole.

Il nostro è un modello di produzione che mette al centro i prodotti di qualità, la stagionalità, le filiere corte e la centralità dell’agricoltore e delle aree rurali in cui opera. Sono tutti fattori che garantiscono cibo sano, a un prezzo accessibile all’interno di un sistema produttivo in grado di assicurare costantemente un elevato livello di sostenibilità ambientale. La missione di questo dicastero è quella di rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare nazionale, anche attraverso interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del cibo italiano di qualità, alla riduzione dei costi di produzione per le imprese agricole, al sostegno delle filiere agricole, alla gestione delle crisi di mercato garantendo la sicurezza delle scorte e degli approvvigionamenti
alimentari. Come sa, le scrivo da uno dei territori a maggior vocazione agricola d’Italia, qui è avvenuto uno dei grandi miracoli della nostra nazione: i contadini sono diventati imprenditori.
Noi vogliamo continuare a coltivare la terra e vorremmo che si trovassero le condizioni condivise per poter proseguire sia come agricoltori che come imprenditori.

Sostenere l’agricoltura nella Tuscia significa sostenere l’economia dell’intera provincia.

Le scrivo perché il momento di affrontare seriamente i problemi che ci affliggono iniziando da quello più strettamente territoriale della fauna selvatica. Il problema della sproporzionata presenza di cinghiali che danneggia irrimediabilmente le nostre coltivazioni, non è più prorogabile. A questo proposito, noi agricoltori, vorremmo dare il nostro punto di vista in modo da introdurre azioni di contenimento efficaci e possibilmente risolutive. Per quello che riguarda la fauna selvatica le soluzioni, ampiamente condivise dagli agricoltori che vorremmo suggerire sono:

1. Allungamento del periodo di caccia per squadre e singoli cacciatori di almeno 2 mesi (vedi regione Molise) possibilmente nei mesi di febbraio e marzo per aumentare la sicurezza di tutti (bosco privo di fogliame) e ,quindi , per abbattere animali prima della riproduzione.

2. Permettere alle squadre iscritte(regolarmente e paganti tasse nazionali) di procedere ad abbattimenti nelle zone interdette anche sotto sorveglianza degli enti preposti durante tutta la stagione venatoria per limitare, in questo modo, l’enorme aumento di cinghiali : in queste aree gli ungulati trovano rifugio sfuggendo alla caccia per poi ritornare una volta chiusa la stagione venatoria. E/O comunque, abolire le aree di caccia assegnate a squadre predeterminate (tutti i cacciatori possono cacciare dappertutto, ove sia consentito)

3.Permettere agli agricoltori di abbattere questi animali nocivi nelle loro aziende tutto l’anno: ovviamente se muniti di regolare licenza di caccia o con l’ausilio di chi ne sia in possesso. Per ultimo chiedere aiuti economici sotto forma di rimborso parziale o totale per l’acquisto e la posa in opera di recinzione e dissuasori.

4.Valutare, inoltre, la possibilità di controllo della popolazione di questi animali, tramite sterilizzazione, pratica che sembra già attuata negli Stati Uniti.
Mi preme ricordarle che il fallimento del nostro comparto, come sempre è successo nella storia, sarà il fallimento di tutti. Siamo l’immagine di un’ Identità collettiva e di interessi comuni, lo stesso mandato che Lei ha ricevuto è espressione di una volontà collettiva e per questo le chiediamo di adottare tutti gli strumenti che la Legge e le istituzioni offrono al suo ruolo di Consigliere ed Assessore per far si che la volontà di una Popolazione diventi realtà.

Il presidente A.S.T.A. Fernando Monfeli

Assoffrutti OP
CPN Società Cooperativa Agricola
Comitato NO Imu agricola
Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Corchiano e della Tuscia EcoLazio Soc Coop
Euronocciola
Associazione Tuscia Agricoltura
Uniesport Srl


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8 giugno, 2023

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