Roma – (p. c.) – Iniziato con il buon auspicio del presidente della repubblica italiana Sergio Mattarella, il XXII congresso nazionale della Fabi continua a tenere impegnate le principali testate nazionali e locali, con ampia copertura dell’evento della Federazione autonoma bancari italiani per l’eccellente livello di contenuti sindacali ed economici presenti nelle diverse tavole rotonde.
Il presidente della repubblica, nel suo messaggio augurale inviato al Segretario Generale Lando Sileoni e rivolto ai numerosissimi bancari presenti, ha scritto: “Mi unisco alle celebrazioni del 75esimo anniversario di fondazione della Federazione Autonoma Bancari Italiani. In questi decenni l’attività della Federazione ha arricchito il panorama delle organizzazioni sindacali nel settore bancario, contribuendo al dibattito sulle questioni della tutela del risparmio e del credito a famiglie e imprese, che la nostra Costituzione incoraggia e tutela. Nell’auspicio che le giornate congressuali conducano ad approfondite analisi delle dinamiche del settore bancario italiano nella prospettiva europea e internazionale, rivolgo a tutti i presenti l’augurio di buon lavoro”.
Tra le cose molto importanti riscontrate nei primi incontri va sottolineata l’apertura del consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina che, riferendosi al contratto nazionale dei bancari, si è dichiarato, tra l’altro, favorevole a concedere un cospicuo aumento salariale lanciando anche la proposta di partecipazione agli utili a favore dei dipendenti.
Numerosi i partecipanti presenti al Congresso giunti, tra l’altro, anche dalla provincia di Viterbo.
“La Fabi quest’anno – afferma il membro del direttivo provinciale di Viterbo Silvio Cappelli – insieme al 22esimo Congresso nazionale ha voluto celebrare anche i 75 anni dalla sua nascita. Una gloriosa storia che è stata tramandata ai posteri anche grazie ad un’interessante pubblicazione del 2016 descrittiva di tutte le vicissitudini che, dal 1948 ad oggi, hanno portato la Federazione autonoma ad essere il sindacato più rappresentativo nel settore del credito. La storia di un’idea.
E il segretario generale Lando Sileoni, nella sua relazione introduttiva, non ha mancato di citare alcuni momenti significativi di questa lunga storia, e dell’idea, che ha interessato la trasformazione del sindacato e delle banche. Importanti, tra le altre cose – continua Silvio Cappelli – l’importanza di essere autonomi e non ‘cinghia di trasmissione’ di qualcuno. L’importanza di tutelare i lavoratori bancari in presenza dei primi licenziamenti collettivi, l’utilizzo del Fondo di solidarietà e di sostegno al reddito, il superamento delle difficoltà dopo l’avvento dell’euro e la nascita del nuovo modello di banca e tantissimo altro. Con il Fohn, vento caldo del nord provvidenziale, citato metaforicamente da Sileoni, che favorì la firma di un importante contratto collettivo di lavoro nel 2015.
E alla domanda del Segretario generale posta in apertura dei lavori del 22esimo Congresso: “Oggi siamo ancora quelli di ieri?”, è più facile rispondere. Il filosofo francese Bernardo di Chartres, vissuto nella prima metà del XII secolo, sosteneva che oggi siamo come nani sulle spalle di un gigante perché con l’esperienza di chi ci ha preceduto possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto, nella fattispecie, dalla statura della Fabi. Statura che è cresciuta anche grazie all’eccellente conduzione dell’attuale Segreteria Generale. Possiamo così ampliare l’affermazione di Bernardo di Chartres e dire “Oggi siamo una grande organizzazione sulle spalle di un gigante”.
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