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Cronaca - Davanti al gip di Velletri i nove uomini finiti in carcere per associazione per delinquere in seguito al blitz dei carabinieri di Frascati - Nella Tuscia custodia cautelare anche per tre donne

Banda di truffatori “trasfertisti”, 11 arresti negli ultimi otto mesi nella Tuscia

di Silvana Cortignani
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Viterbo – Banda di truffatori pendolari sbaragliata nel blitz scattato all’alba del 15 giugno dei carabinieri di Frascati, nella Tuscia carabinieri e polizia negli ultimi otto mesi, per la precisione tra il 25 ottobre 2022 e lo scorso 15 giugno, hanno messo a segno 11 arresti, tra cui tre donne. Vittime tre anziane di Marta, una di Capodimonte e tre persone di Viterbo.

Nel frattempo si è scoperto che i nove campani arrestati all’alba di giovedì dai carabinieri di Frascati su disposizione del gip del tribunale di Velletri sono tutti uomini e hanno un’età compresa tra i 18 e i 41 anni. 

Gli investigatori li hanno chiamati “trasfertisti”. Sono gravemente indiziati del reato di associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno di persone anziane. Ieri gli interrogatori di garanzia in videoconferenza con le case circondariali di Napoli e Torino (dove si trovano gli indagati) davanti al gip Emiliano Picca del tribunale di Velletri. 

Si tratta di V.F.di 35 anni, dei fratelli C.V. e F.P.V. di 23 e 18 anni, R.M. di 24 anni, G.F. di 41 anni, F.V. di 36 anni, C.V. di 40 anni, A.E. di 19 anni, S.P. di 25 anni. Tutti uomini, otto vivono a Napoli, dove era la base logistica della banda di criminali, tranne uno che sta a Orbassano, in provincia di Torino. A capo del gruppo, in qualità di promotori, secondo la procura, ci sarebbero stati il 36enne C.F. e il 23enne C.V.. 

Agli indagati sono contestati 34 episodi di truffa in danno di anziani commesse tra il primo settembre e il 14 ottobre 2022, in varie città della provincia di Roma (soprattutto nella zona dei Castelli Romani) e della provincia di Viterbo. Viene inoltre contestata loro anche una rapina ai danni di un anziano e della sua badante che sarebbero stati spintonati prima della fuga.

Il volume di affari stimato, per le truffe compiute in soli due mesi, sarebbe di circa 120mila euro in contanti e circa 200mila euro di oggetti di valore ormai riciclati nel mercato nero.

Il modus operandi

In batterie composte da due persone sarebbero partiti tutti i giorni da Napoli con auto prese a noleggio. Le vittime sarebbero state scelte tramite ricerche fatte in internet o sulle pagine bianche, contattate da “telefonisti” e poi raggiunte da “emissari”. 

Fingendosi assicuratore, avvocato o carabiniere, il “telefonista” diceva che un familiare aveva provocato un incidente stradale, che l’assicurazione era scaduta e che, per “sistemare” le cose, era necessario consegnare denaro o gioielli. In seguito un complice passava a prelevarli a casa delle vittime, che solo ore dopo, parlando con il figlio o il nipote in questione, scoprivano il raggiro.

Il sodalizio avrebbe agito tramite un vero e proprio call center e di “piani d’azione” sul territorio, mentre i truffatori “reporter” avrebbero anche filmato gli anziani per documentare il “bottino” da dividere successivamente coi complici.



Undici truffatori smascherati e arrestati nella Tuscia

Innumerevoli le denunce a piede libero, ma polizia e carabinieri, nel Viterbese, hanno messo anche a segno 11 arresti tra il 25 ottobre 2022 e lo scorso 15 giugno. In un caso i banditi erano riusciti a sottrarre a un’anziana l’ingente somma di 18mila euro.

La mattina del 25 ottobre a Marta una pensionata di 86 anni ha dato 500 euro e alcuni monili a un 19enne, poi intercettato e arrestato assieme all’autista dalla polizia stradale sull’autostrada A1, nei pressi del casello di Cassino, con a bordo la refurtiva. Nel cellulare del 19enne venivano ritrovate le foto delle fasi della consegna dell’oro da parte della vittima.

Il 20 dicembre, a Marta, i carabinieri hanno arrestato un 40enne e una 46enne, entrambi campani, per una truffa da 4500 euro a un’anziana del posto. 

Lo scorso 9 marzo la squadra mobile di Viterbo ha arrestato a Napoli due 34enni che il precedente 1 febbraio avevano truffato una coppia di insegnanti in pensione – riuscendo a farsi consegnare 700 euro in contanti, un migliaio di euro in preziosi e la tessera bancomat con cui hanno prelevato altri 250 euro – ripresi e traditi dalle telecamere della videosorveglianza in strada e anche all’interno di un bar del capoluogo (sopra il video).

Tre napoletani, due donne di 36 e 46 anni e un uomo di 40 anni, sono finiti ai domiciliari lo scorso 17 aprile per altre due truffe messe a segno nella Tuscia.

La prima da 18mila euro perpetrata a Marta il 2 dicembre 2022, ai danni di una 83enne, con il trucco del finto dipendente dell’ufficio postale. La seconda invece a Capodimonte il 6 dicembre 2022 col trucco del finto maresciallo dei carabinieri, ai danni di una 90enne che ha consegnato tremila euro ai malviventi.

Nel pomeriggio di giovedì 15 giugno due napoletani ventenni sono stati arrestati in flagranza di reato, a Viterbo – fanno sapere dalla questura di Viterbo in una nota – dal personale della polizia di stato della questura di Viterbo, per tentata truffa ai danni di una donna di 82 anni.

Silvana Cortignani


Articoli: Banda di truffatori pendolari, boom di raggiri “fotocopia” ai pensionati – Truffe ad anziani, 9 arresti – In 2 mesi volume d’affari stimato in diverse centinaia di migliaia di euro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 giugno, 2023

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