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Viterbo - Concluso il seminario sulle nuove metodologie di comunicazione realizzato dall'Università della Tuscia

“Una nuova storia contemporanea? Le riviste digitali e lo studio del passato”

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L'Università della Tuscia

– Per l’università della Tuscia l’obiettivo è quello di rafforzare ancor più l’immagine di Viterbo come centro di eccellenza nell’elaborazione scientifica e culturale sul tema delle digital humanities.

In tal senso, con la Sissco si sta definendo la proiezione sul piano nazionale di alcuni dei temi emersi dal seminario.

Secondo Anna Caprarelli, web master e mente tecnologica della rivista nata a Viterbo, il seminario svolto all’ateneo viterbese ha saputo proporre una serie di problematiche di sicuro rilievo all’interno del gruppo di lavoro. “Dalle tematiche legate all’impatto scientifico, passando per il dibattito sull’open access fino ad arrivare al peso crescente della dimensione creativa-collaborativa online, il seminario ha permesso uno scambio intergenerazionale molto produttivo.

L’augurio è quello di riuscire a breve termine nella creazione di una vera rete di contatti e professionalità, ponendo la comunità al centro della discussione intorno al peso delle digital humanities in ambito scientifico”.

L’Università degli Studi della Tuscia, il dipartimento di Economia e dell’impresa e il centro studi sull’Europa Mediterranea, in collaborazione con la società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO), con il patrocinio dell’associazione per l’informatica umanistica e la cultura digitale (Aiuci) e grazie a un’idea delle riviste online “Diacronie” e “Officina della storia” hanno raccolto con tre giornate di studio dal titolo: “Una “nuova” storia contemporanea?Le riviste digitali e lo studio del passato” l’esigenza di promuovere una riflessione accurata sulle riviste digitali e sullo studio della storia.

Con la partecipazione di diversi docenti e giovani studiosi dell’Università della Tuscia – dove dal 2008 si pubblica in rete la rivista Officina della storia, diretta dal prof. Maurizio Ridolfi -, il seminario ha preso in esame il radicale cambiamento in atto nel processo di sviluppo della conoscenza storica, così come si sta verificando nelle scienze sociali e negli studi umanistici. Le riviste digitali di storia sono forse l’espressione più importante di questa mutazione. Esse offrono molteplici possibilità di accesso alla storia e alla sua divulgazione. Oltre a modificare lo statuto della disciplina, lo sviluppo della storia in digitale influenza in modo diretto anche il processo formativo dello storico: si aprono infinite possibilità di conoscenza, ma si moltiplicano anche i rischi di dispersione per la ricerca e lo studio.

Attraverso un approccio comparativo europeo e indagando gli effetti dell’internazionalizzazione delle reti di comunicazione tra le comunità scientifiche, il seminario ha cercato di rispondere all’esigenza di promuovere una riflessione sulle metodologie e sui problemi interdisciplinari posti dalla contaminazioni tra strumenti e linguaggi diversi, destinati a integrarsi sempre di più nella teoria e nella pratica della ricerca, nella produzione storiografica e nel discorso pubblico sulla storia.

Sono state prese in esame le diverse forme della narrazione storica, il rapporto tra la pagina digitale e le fonti audiovisive, le potenzialità di un intervento in tempo reale nel discorso pubblico e il ruolo delle riviste online nella didattica della storia.

Prendendo le mosse dal panorama italiano delle riviste online degli ultimi dieci anni, l’analisi ha riguardato il dialogo tra le generazioni, la valutazione accademica delle testate elettroniche, il problema della fruizione gratuita dei contenuti, le produzioni digitali prodotte dalle istituzioni culturali (archivi e biblioteche), fino alla creazione di un vero network delle riviste di storia in digitale a libero accesso.

Autorevoli studiosi hanno posto le basi per superare le barriere esistenti tra le riviste storiche cartacee e le riviste elettroniche, rafforzare il dialogo tra le generazioni e rilanciare, oltre alla dimensione puramente accademica, la funzione della storia e il ruolo dello storico nel dibattito scientifico e culturale del tempo presente.

Deborah Paci, direttrice di “Diacronie” ha annunciato che presto si darà vita ad un portale web di riviste digitali di scienze sociali a libero accesso. Il progetto risulterebbe particolarmente importante perché la possibilità di accedere e di condividere i contenuti della ricerca consentono una piena informazione comunicazione


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30 maggio, 2013

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