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Tuscania - Il sindaco Fabio Bartolacci convinto dell'ordinanza: "Niente contro i nostri amici animali, ma solo una forma di tutela per i più piccoli"

“Resta il divieto di accesso ai cani nelle aree pubbliche”

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Fabio Bartolacci

Fabio Bartolacci

Tuscania – “Resta il divieto di accesso ai cani nelle aree pubbliche”. Il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci dice di non avere alcuna intenzione di revocare l’ordinanza che vieta ai cani di entrare nel parchi. Era stato Mauro Chiarle (Enpa) a sollevare la questione, sostenendo che “l’interdizione non fosse legale“.

“Ho letto l’articolo del signor Chiarle – dice il sindaco Bartolacci -, che si definisce commissario provinciale Enpa, e credo non sia nemmeno da prendere in considerazione. Sono convinto che i cani non debbano entrare in questi luoghi, perché sono posti in cui giocano bambine e bambini e nei quali, quindi, cani al guinzaglio o addirittura liberi di scorrazzare, non possono stare. 

Molto spesso, infatti, ci capita di ricevere foto e segnalazioni di bisogni dei cani sul verde che non sono stati raccolti dai padroni e questo è un pericolo dal punto di vista sanitario, perché su quei prati i bambini giocano liberamente e poi si mettono le mani in bocca. Non è una cosa che si può fare. Non abbiamo, dunque, alcuna intenzione di revocare l’ordinanza che vieta l’ingresso dei cani al parco, nel giardino comunale o al parco Umberto II”.

Il sindaco sottolinea poi che “per i cani, c’è un’area di sgambamento che è stata assegnata a un’associazione e che è a disposizione degli animali per essere liberi di correre e giocare”. 

Chiarle lamenta anche di aver scritto al sindaco e di aver chiamato” con la garanzia di essere sempre richiamato”, ma di non aver avuto risposta. “Non mi risulta né di appuntamenti, né di incontri che mi sono stati chiesti per risolvere il problema dei cani nei giardini. Per me, resta questo divieto per le ragioni che ho spiegato sopra”.

Diverso il problema del cimitero. “In questo caso, potremmo anche revocare il divieto, adesso verificherò e cercheremo di capire il da farsi”.

Bartolacci tiene a fare un’ultima precisazione: “Mi piacciono i cani e anche io ne ho uno. Il problema non sono loro, ma spesso sono i padroni maleducati che non raccolgono le deiezioni, col rischio che qualcuno possa poi calpestarle. Non possiamo permettere che questo accada a un bambino che gioca e tocca con le mani qualsiasi cosa. E’ un rischio sanitario e la responsabilità sanitaria è del sindaco. Ecco il senso dell’ordinanza di divieto, non c’è nulla contro i nostri amici animali, ma solo una forma di tutela e precauzione per i nostri piccoli”. 


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20 giugno, 2023

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