![]() Le bocchette del lago di Bolsena a Marta |
![]() Le bocchette del lago di Bolsena a Marta |
Riceviamo e pubblichiamo – Se Sparta piange, Atene non ride. E i problemi tra le due cittadine di Marta e Bolsena divise da un lago sempre più in crescita, sembrano equivalersi.
Il grido di allarme degli operatori turistici di Bolsena va ad aggiungersi alle preoccupazioni di quelli di Marta, nel vedere giorno dopo giorno, sparire la loro spiaggia, ridotta da un fazzoletto di sabbia.
In questi giorni, si parla molto delle “bocchette” un termine per indicare le paratie sul fiume Marta, che regolano il flusso delle acque le quali attraverso le cinque paratoie, poste sotto il ponte, dove scorre il fiume , sono al centro dell’attenzione ed è proprio qui il cuore pulsante del lago di Bolsena.
I cittadini sono molto allarmati da ciò che, a causa dell’innalzamento delle acque, ha visto: sparire la propria spiaggia, alberi e recinzione in legno inghiottiti dalle acque, che non hanno risparmiato neanche la strada, che costeggia il lago in parte franata.
L’Ardis della Regione, in questi giorni, sta ultimando i lavori di ripristino in tutta la spiaggia di Marta, compresa la carreggiata in parte franata che è stata rimessa a posto, con un intervento tempestivo. Ora con l’apertura di un’altra paratia, si spera che tutto torni ad una normalità che tutti vorrebbero. Ma, come dicono i residenti, la normalità deve tornare in modo intelligente e graduale, per scongiurare un allagamento nella zona di Tarquinia.
Si spera che il tempo migliori e che cessino le piogge, in modo che il lago che in questo periodo mette paura, torni a un equilibrio ottimale e non arrechi più danni evidenti in tutte e due i paesi. Le paratie, che si innalzano e si abbassano sul fiume Marta per permettere il deflusso delle acque del lago, dovrebbero avere un meccanismo di comando, come dicono in tanti, computirizzato che tenga conto di ogni mutamento delle acque, tenendole costantemente sotto controllo 24 ore su 24.
Un ponte storico quello delle bocchette, dove scorre il fiume e che fino agli anni 70, veniva usato dai pescatori di Marta, come vivaio per le anguille. In quegli anni, vicino al ponte, le anguille pescate nei mesi di novembre ed i primi di dicembre, venivano poste in gabbie di legno con tantissimi fori in cui passava l’acqua del fiume. Vi venivano messe i capitoni e le anguille a “vivo” le quali si mantenevano fresche fino a sotto il periodo Natalizio e poi vendute nei mercati e nelle rivendite delle pescherie.
Nel corso degli anni, con l’avvento di nuovi e migliori meccanismi, questa usanza di mettere a vivo le anguille lungo il fiume Marta, è stata sostituita, lasciando il posto, a vasche più idonei dentro magazzini e pescherie, in sintonia con le esigenze e le norme vigenti, ma buona parte dei martani, ricordano ancora quelle casse bucherellate, che hanno fatto parte della storia delle “bocchette”.
Danilo Piovani
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