Viterbo – Aggredisce la sua ex e l’amica e sfonda la porta di casa dove si erano rifugiate, arrestato 42enne.
“Ieri sera personale della polizia di stato della squadra mobile della questura di Viterbo, diretta da Emanuele Vaccaro – si legge nella nota -, ha dato esecuzione all’ordinanza del giudice presso il tribunale di Viterbo che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di un 43enne di nazionalità georgiana, indagato per il reato di lesioni aggravate in danno della sua ex compagna”.
“Nello specifico una sera dello scorso mese di dicembre lo straniero, al termine di una relazione sentimentale durata cinque anni, iniziava a tempestare di chiamate la sua ex aspettandola poi sotto casa per aggredire fisicamente lei e una sua amica che aveva tentato di proteggerla”, continua la nota.
“Nella circostanza le donne trovavano rifugio in una vicina abitazione – si legge ancora -, ma l’uomo sfondava la porta di casa e la sua furia violenta veniva placata soltanto grazie all’intervento di una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Viterbo. Calci e minacce di morte anche ai poliziotti intervenuti durante l’intervento e, successivamente, negli uffici della questura”.
“A seguito di questi fatti l’indagato veniva gravato della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla parte offesa con l’obbligo di mantenere comunque una distanza minima di 200 metri in caso di incontri e di non comunicare con qualsiasi mezzo con la stessa”, continua.
“L’uomo non rispettava le prescrizioni avvicinando nuovamente la donna nel parcheggio condominiale, costringendola a sporgere una nuova denuncia che portava all’aggravamento del provvedimento con la custodia in carcere”, conclude la nota.
– Aggredisce un uomo, tre donne e una bambina di 4 anni, poi spedisce un poliziotto in ospedale
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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