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Viterbo - Leonardo Michelini all'incontro con Cinalli e Francesco Forgione

“Difendiamo il nostro territorio dalle aggressioni mafiose”

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Un momento dell'incontro

Un momento dell’incontro

– “Dobbiamo imparare a essere più gelosi del nostro territorio e difenderlo dalle aggressioni mafiose diffondendo la cultura della legalità a partire dai nostri bambini”.

Così Leonardo Michelini, candidato a sindaco di Viterbo, è intervenuto ieri a una tavola rotonda sulle infiltrazioni mafiose nella Tuscia.

All’iniziativa hanno partecipato Francesco Forgione, presidente della commissione parlamentare Antimafia dal 2006 al 2008, il giornalista Daniele Camilli, il consigliere regionale Riccardo Valentini, il segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli, il vice direttore della Coldiretti Ermanno Mazzetti.

“Sono convinto – ha detto Michelini – che la cultura della legalità non si imponga, ma parta dal basso. Deve entrare a far parte di noi e soprattutto dei nostri bambini. Portiamo nelle scuole la cultura della legalità, proponendola con un legame imprescindibile con la terra e il territorio, inteso come bene comune. Se affondiamo nel territorio le nostre radici, ne nasce un legame autentico che non lascia spazio a tradimenti o cedimenti.

E’ necessario monitorare costantemente cosa succede sul territorio. Per esempio per quel che riguarda l’edilizia e l’urbanistica, un sindaco dovrebbe avere una sensibilità particolare, soprattutto quando c’è circolazione di denaro pubblico sotto forma di incentivi.

Stiamo attenti. Non illudiamoci che l’economia tout court favorisca il territorio. L’invasività edilizia senza regole e lo sconsiderato consumo del suolo non sono un bene. E’ lì che si annidano le mafie. E da lì si sviluppano e diffondono arrecando un danno sociale ed occupazionale che stravolge il mondo del lavoro.

E’ fondamentale – ha concluso Michelini – che torniamo a essere gelosi della nostra terra, e che sviluppiamo nei nostri ragazzi quel forte senso di appartenenza al territorio. Solo così la cultura della legalità può affondare le proprie radici e non lasciare spazio alla criminalità organizzata”.


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2 giugno, 2013

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