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Spettacolo - Intervista al ragazzo che si ispira al doppiatore di Draco Malfoy

Premio Tonino Accolla, trionfa il giovane doppiatore civitonico Filippo Corazza

di Giusi De Novara
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Filippo Corazza

Filippo Corazza

Civita Castellana – Il giovane civitonico Filippo Corazza trionfa in terra sicula nell’unico premio nazionale dedicato al cinema e al doppiaggio intitolato a Tonino Accolla, per anni voce italiana, tra gli altri, di Eddie Murphy e Homer Simpson.

Il premio ha lo scopo di valorizzare e promuovere l’arte del doppiaggio. Due le serate dove sei allievi, tre uomini e tre donne, hanno visto le proprie performance essere valutate da una giuria tecnica presieduta da Franco Mirra e affiancata da giornalisti e critici cinematografici. Durante il contest, gli allievi si sono confrontati con l’esecuzione di doppiaggi live individuali e di coppia articolati e su più prove.

Come hai scoperto questo premio?
“La mia scuola di doppiaggio – dice – ha sempre partecipato a questo premio, portando a casa tutti gli anni ottimi risultati. Ne ho sentito parlare fin dal mio arrivo, è un argomento abbastanza ricorrente, anche perché dà abbastanza prestigio. Avevo già partecipato lo scorso anno, ma ero meno esperto e non sono arrivato alle fasi finali”.

Quale scuola frequenti, dove è nata la tua passione per il doppiaggio?
“Frequento la Voice Art Dubbing a Roma, l’ho scelta anche su consiglio di un mio concittadino che la frequentava. Da qualche parte bisognava pur iniziare, inoltre dà un’ottima preparazione di base, tra recitazione, dizione e approccio al leggio, veramente una scuola eccellente”.

C’è qualche doppiatore a cui ti ispiri?
“Sicuramente più di uno, per quanto riguarda il lato professionale tantissimi, perché comunque ce ne sono una marea che mi piacciono , uno dei miei preferiti è Flavio Aquilone – voce italiana di Draco Malfoy nella saga di Harry Potter – lo ascolto e penso a come potrei replicare quello che fa lui, però facendolo mio. Oltre a lui tanti altri, sia che insegnano nella mia scuola che non. Per quanto riguarda il lato dal punto di vista del farmi strada seguo Renato Novara – voce di Luffy di One Piece – e  Maurizio Merluzzo – Mirio Togata in My Hero Academia –  che sono partiti dal nulla non essendo figli d’arte e sono arrivati là dove sono ora. Se ci sono riusciti loro, provo anche io prendendo ispirazione”.

Cosa consigli ai ragazzi che hanno la tua stessa passione?
“Il consiglio che posso dare è di fare come me, alla fine non è che abbia fatto granchè, sono andato in una scuola specializzata, mi sono impegnato perché fondamentalmente era quello che volevo fare. La mia testardaggine alla fine ha dato questi frutti, che erano ben oltre quello che mi aspettavo, ma anche se non ci dovessero essere questo genere di risultati io dico solamente di continuare e di andare avanti se è davvero quello che si vuole fare, se è la strada che si vuole intraprendere perché è la passione che fa muovere il resto”.

Lungo il percorso che ti ha portato a percorrere questa strada, quale è stata la soddisfazione maggiore?
“La mia maggior soddisfazione, per ora, è stata proprio questo premio, forse perchè non me lo aspettavo in nessun modo. Oltre a questo, ce ne sono state molte nell’ambito dell’accademia perché sono stati diversi gli insegnanti ad avermi detto che ero molto bravo, molto portato e c’era una base molto ampia su cui lavorare. Da lì speravo che poi magari qualcuno mi avrebbe chiamato a lavorare, o ad assistere al lavoro in sala o a fare qualche provino. Cosa che spero tutt’ora, perchè non è una strada che escludo”.

Il tuo prossimo obiettivo?
“E’ quello di riuscire a sfruttare questa occasione che mi è stata concessa, avere un minimo di conoscenza tra le alte sfere del mondo del doppiaggio sia chi era in giuria sia chi non lo era ma comunque si era interessato al premio e sa chi erano i partecipanti. Meritiamo di avere la possibilità di lavorare, dopo aver dato dimostrazione di cosa sappiamo fare, e quindi cerco di andare avanti e farmi conoscere da più persone possibili nel settore per sperare di avere un ampio riconoscimento”.

Cosa provi nell’aver vinto questo premio?
E’ un’emozione enorme, ma proprio il fatto che sia enorme me la sta facendo assimilare piano piano, ancora non l’ho realizzata a pieno. Quando, ad esempio, ripenso  al momento in cui ho vinto, ma anche alla serata in generale, mi sembra di ricordare come se stessi ripensando a un sogno, c’è quell’ora onirica che mi fa pensare se sia successo davvero oppure no. Comunque, è stata una cosa bellissima , felicità enorme e adesso vedrò come metterla a frutto”.

A chi dedichi questa vittoria?
“La dedico ai miei genitori, che nonostante credessero questa fosse una strada incerta, ed effettivamente lo è, fortunatamente mi hanno sempre sostenuto nel seguire questa passione, per fortuna che ci sono. Inoltre tutti i miei amici, nei vari ambiti che frequento nella mia vita quotidiana, che mi hanno supportato ogni volta che parlavo di queste cose. Un posto speciale lo riservo a chi ha riconosciuto le mie capacità, sia a chi era in giuria al premio sia a chi mi ha formato all’accademia, ovvero tutto lo staff tra insegnanti di dizione, recitazione e doppiaggio, una buona fetta di loro era tra il pubblico e mi hanno dato un enorme carica”.

Giusi De Novara


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5 luglio, 2023

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