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Viterbo - Scene di violenza martedì notte, sul posto polizia e carabinieri

Maxirissa al Sacrario, volano sedie, calci e pugni – La titolare del chiosco bar: “Siamo esasperati, ora scriviamo a Mattarella…”

di Barbara Bianchi
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Viterbo - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Maxirissa al Sacrario, volano sedie, calci e pugni.

Ancora violenza a ridosso del quartiere di San Faustino. Questa volta poco distante della chiesa degli Almadiani, in piazza dei Caduti. Martedì sera, poco prima delle 23, un gruppo di ragazzi – giovanissimi stando ad alcuni testimoni -, avrebbero iniziato a fronteggiarsi. Prima a parole, poi passando alle mani. 

Sarebbero volati calci, pugni, spintoni. Poi la “mandria – come la definisce la titolare del chiosco bar che si trova sulla piazza – si è spostata verso il mio locale. Hanno iniziato a tirare le sedie a terra e i clienti si sono allontanati, spaventati”. 

Erano da poco passate le 23 e la titolare, Sarka Machkova, è stata costretta a chiamare polizia e carabinieri e chiudere prima il locale. “Ogni sera abbiamo a che fare con situazioni al limite. Atti vandalici. Ragazzini che si picchiano, che prendono di mira persone più deboli o loro coetanei con difficoltà. Poi iniziano gli insulti, le botte. Bivaccano. Portandosi da bere da casa. Il degrado vero e proprio con bottiglie lanciate e altro, molto altro. Ma martedì sera si è proprio toccato il fondo” sottolinea con la voce carica di rabbia e sconforto.

“Scriverò al sindaco, al prefetto. Scriverò perfino al presidente della repubblica Mattarella se dovesse servire – spiega ancora -, la città è completamente allo sbando. Ci sono questi gruppetti di ragazzi, e di ragazze si badi bene, che vanno in giro a seminare volontariamente zizzania. A provocare. A mettere in piedi risse per il solo gusto di fare a botte, di picchiare. Ho visto scene da film. Con giovani che si prendevano a capelli, che si rotolavano per terra. Che tiravano sedie spaventando avventori e passanti”.

“A un certo punto – ricostruisce Machkova -, una persona ha tirato fuori anche un coltello. Tutto assurdo. Io ho paura”. Si tratterebbe di un 45enne, che è stato poi fermato e denunciato dai carabinieri. 

 All’indomani della maxirissa, la donna è andata in questura. “Questa città è un gioiello, ma al momento completamente allo sbando. Con baby gang e gruppi di vandali. La gente ha paura ad andare in giro. Anche l’altro giorno hanno rubato in un negozio di occhiali, poco distante da qua. Servono controlli, serve presenza. E non da ultimo serve l’illuminazione. Perché per tutto quello che succede, poi ci vado di mezzo io. Mi incolpano di vendere alcol, ma io che c’entro? Questi si portano da bere da casa…”.

Barbara Bianchi


– Estrae un coltello da cucina e usa spray al peperoncino contro i passanti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 luglio, 2023

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