– Sei mesi fa aveva preso a schiaffi un’assistente sociale. Domenica ha incendiato la macchina al vicino di casa. E’ questa la nuova accusa a S. C., 40enne calabrese trapiantata a Nepi, arrestata la notte del primo giugno.
I militari coordinati dal maresciallo Ridente non l’hanno colta sul fatto, ma la donna è la prima indiziata. Sabato sera, infatti, aveva avuto un’accesa discussione con il proprietario della macchina andata a fuoco. L’ennesima lite, secondo i carabinieri, sfociata nell’incendio che ha distrutto l’autovettura parcheggiata in via San Silvestro. A pochi passi da casa della donna e del suo vicino.
Immediato l’allarme, sia ai vigili del fuoco che ai carabinieri. L’arresto è scattato per incendio doloso. La signora, difesa dall’avvocato Federica Ambrogi, è libera.
Il giudice Italo Ernesto Centaro non ha disposto né il carcere né gli arresti domiciliari, su suggerimento del pm Paola Conti. Un caso che, in effetti, sembrerebbe più da servizi sociali che da tribunale.
Sulla donna pende uno sfratto che sarà eseguito tra pochi giorni. A Nepi è sola. I parenti vivono in Calabria. Non ha un lavoro fisso. Per qualche mese aveva trovato un impiego in una cooperativa, grazie ai servizi sociali. Ma anche con loro è entrata in rotta di collisione: a dicembre ha schiaffeggiato un’assistente sociale che, in aula, si è detta “esasperata e perseguitata”. Per quella vicenda, S. C. aveva patteggiato un anno di reclusione.
Le erano stati dati gli arresti domiciliari, ma non ha rispettato neanche quelli: è evasa per due volte, allungando la lista dei suoi procedimenti penali. Quello dell’incendio è il quarto in pochi mesi.
Il pm Paola Conti le ha suggerito di chiedere nuovamente aiuto ai servizi sociali. All’incorreggibile 40enne, in pratica, non resta che tornare a bussare alla porta all’operatrice che ha schiaffeggiato a dicembre e sperare che le apra. Il processo continua a fine giugno.
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