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Lettere al direttore - Viterbo - Scrive Luigi Torquati: "Se ai viterbesi venisse in mente di piantare alberi nelle varie buche, i vivaisti finirebbero le scorte"

“C’è molto da fare prima di avere una città come la sindaca Frontini prometteva, è una delusione mi aspettavo molto di più…”

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Viterbo - Buche nel piazzale Largo Africa

Viterbo – Buche nel piazzale Largo Africa


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore. Stavo leggendo che ad Hopewell, una città della Virginia, un uomo ha sistemato con un metodo alternativo una buca mai riparata sulla strada: ci ha piantato un piccolo albero; poi qualcuno ha tolto l’albero, ma la buca è rimasta; lo stesso uomo ne ha piantato un altro, a quel punto l’autorità ha tolto l’albero ed ha anche riparato la buca. Mi è venuto spontaneo il pensiero della solita americanata e non ho dato peso alla cosa.

Scorrendo però internet, ho letto che anche a Reggio Calabria, in via Matteo Paviglianiti, esisteva una enorme buca e la strada era dissestata; anche qui i cittadini hanno piazzano un albero per coprire la voragine. Non c’era però notizia se il comune avesse provveduto e in quale maniera.

A Castel Volturno, la buca nei pressi del caseificio “Le Colonne” è divenuta quasi un reperto storico, con i cittadini che hanno deciso di porre le radici di un frassino nelle sue profondità col fine ultimo di segnalare efficacemente il pericolo. Anche in questo caso nessuna notizia sugli eventuali provvedimenti adottati.

Insomma, dappertutto esiste la lamentela delle buche stradali e, di conseguenza, Viterbo è in buona compagnia.

Ma ci pensa, direttore, se ai cittadini viterbesi venisse in mente di piantare alberi nelle varie buche? I vivaisti finirebbero le scorte!

Le lamentele che appaiono sul suo giornale, sia per le buche che per l’erba, sono infinite; sembra che per l’erba qualcosa si stia facendo, qualche cosa male, si veda pista rossa a Faul, e che perfino per le buche si provvederà quanto prima anche se, almeno mi sembra, non è stato precisato con quale criterio saranno scelte le vie da sistemare. Ci sono strade che, secondo il mio parere, dovrebbero essere fatte subito, ad esempio la strada che conduce a Belcolle, viale Trento che fa schifo, via della Grotticella, ma sarebbe lungo l’elenco. Quelle che danno meno preoccupazione sono via Garibaldi e via Cavour: sappiamo tutti che saranno riparate prima del passaggio della macchina di Santa Rosa.

Un’altra notizia che ho letto su Tusciaweb è che dallo scorso 19 aprile è entrato in vigore il nuovo codice degli appalti pubblici, ne hanno parlato in tanti: Cna, Federlazio, Unindustria, Confartigianato e Casartigiani; certamente saranno previste regole più rigide di quelle precedentemente esistenti.

Nella mia completa ignoranza, mi domando: tra le regole vecchie e nuove c’è qualcosa che riguarda i tempi lavorativi specialmente per i lavori più importanti? Il comune può aggiungere altre regole oltre quelle fissate dal codice? Prendiamo ad esempio piazza del Plebiscito: è semplicemente assurdo che per settimane commercianti, residenti, invalidi non possano transitare in quanto i lavori si prolungano all’infinito, per tali lavori si dovrebbe utilizzare anche il sabato e la domenica e aumentare l’orario normale negli altri giorni, vanno effettuati più velocemente possibile per non compromettere anche le attività di coloro che si stanno barcamenando da tempo per la crisi esistente ed evidente in ogni settore, checché ne dica la Meloni e le sue statistiche. Alle ditte che presentano domanda di partecipazione, vanno fissati termini perentori per la fine lavori, tempi ristretti al minimo indispensabile (un ufficio tecnico che si rispetti, ne sarà certamente all’altezza). Immagino che le Associazioni di cui sopra diranno subito “È uno schiaffo alle piccole imprese”, lo so e mi dispiace, ma, in certi casi, è necessario vedere il danno minore.

Così come non si dovrebbero fare piccole gare per rappezzare le strade ad intervalli lasciando tra un rattoppo ed un altro pochi metri pieni di buche. Altra curiosità personale, sarebbe quella di conoscere se l’ufficio tecnico controlla i lavori durante lo svolgimento e alla fine; prendiamo ad esempio via Tuscia, è stato rifatto il manto stradale da circa due anni, e mi pare che sia già un colabrodo; l’Enel, la Tim con i loro lavori molto spesso, per non dire sempre, lasciano peggio di come era all’origine; si dovrebbero richiamare e far sistemare a dovere il tutto.

Altro provvedimento che dovrebbe essere preso è quello riguardante i tempi per la ristrutturazione da parte dei privati, vedi via Cardinal La Fontaine.

Non parliamo poi, per carità cristiana, dell’incuria esistente per i fabbricati pubblici e storici, vedi ad esempio via S. Pietro: transenne per decine di metri con erba a volontà.

In definitiva c’è molto da fare prima di avere una città come la sindaca Frontini, prima di essere eletta, ci diceva che ci avrebbe dato.

È tutta una delusione e io mi sarei aspettato molto di più di quel poco fatto fino ad oggi; ci credevo, ma ormai non esiste più “Viterbo 2020” che va a ripulire le strade o le fontane, tutti impegnati a spolverare le poltrone acquisite.

Luigi Torquati


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7 luglio, 2023

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