Viterbo – (sil.co.) – Fonici, trascrittori e stenotipisti in stato di agitazione. A Viterbo sono sei i lavoratori interessati, 1400 nei tribunali di tutta Italia.
Da sabato, ma in sostanza da lunedì mattina, la legge n.150/2022 (nella riforma Cartabia) prevede che l’esame dei testimoni, dei periti, dei consulenti tecnici, delle parti private, nonché le ricognizioni e i confronti, siano “documentati anche con mezzi di con riproduzione audiovisiva, salva la contingente indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico”
Oggetto del contendere è che i fonoregistratori, trascrittori e stenotipisti paventano sovrapposizioni nel recente bando ministeriale per i data-entry, e temono di essere scalzati da cancellieri o da addetti all’ufficio del processo, e persino da programmi di trascrizione totalmente automatici. Preoccupati, a loro volta, i cancellieri dei tribunali italiani.
Il tribunale di Viterbo – Veduta dall’alto
A creare allarme, all’inizio dell’anno, erano state le notizie su percorsi formativi per mansioni analoghe a quelle svolte dagli addetti in appalto, destinati però a operatori data entry assunti direttamente dal ministero della giustizia.
Una prospettiva che aggraverebbe la condizione di precarietà e perenne emergenza vissuta dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’appalto.
Su questa situazione di già relativa incertezza (nella quale è prevedibile che ci si rifugerà spesso nella clausola derogatoria “salva la contingente indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico”) si innesta per l’appunto l’incognita dei 1400 dipendenti delle tre cooperative del consorzio Ciclat (Nuovi Orizzonti, Ricina e Verbatim) aggiudicatosi l’appalto del ministero per svolgere le attività di fonoregistrazione, trascrizione e stenotipia a beneficio dei tribunali.
Le organizzazioni confederali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, in attesa dell’incontro in programma il 18 luglio col ministero della giustizia e il 25 luglio col ministero del lavoro, hanno proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale, mentre Cobas Lavoro Privato ha indetto in alcune regioni uno sciopero “per denunciare le condizioni di estrema precarietà subita dal personale, contro la logica degli appalti nella pubblica amministrazione, e per rivendicare l’internalizzazione delle attività e dei lavoratori mediante procedura concorsuale”.
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