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Acquapendente - Paolo Bartolomeo Buongiorno si presenta, è lui il nuovo proprietario del castello - Ieri l'evento "Ogni medioevo ha il suo rinascimento" nel giardino della roccaforte - FOTO

“Torre Alfina, sono rimasto sconvolto dalla bellezza di questo territorio”

di Daniele Camilli
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Acquapendente - Il castello di Torre Alfina

Il castello di Torre Alfina


Viterbo – “Sono rimasto sconvolto dalla bellezza di questo territorio, e dalle sue straordinarie possibilità di sviluppo”. Paolo Bartolomeo Buongiorno si presenta. È lui il nuovo proprietario del castello che un tempo fu dei Monaldeschi, il castello di Torre Alfina cui Buongiorno ha ridato luce e vita dopo la fase buia del fallimento del Perugia calcio di Luciano Gaucci cui la roccaforte una volta apparteneva. Tra il piccolo giardino all’italiana, che s’affaccia verso Acquapendente, e le torri che danno invece le spalle al bosco del Sasseto, c’è ancora la statua di Tony Bin, il cavallo da corsa nato in Irlanda, poi acquistato e portato alla notorietà internazionale sempre da Gaucci.


Acquapendente - Paolo Bartolomeo Buongiorno

Acquapendente – Paolo Bartolomeo Buongiorno


“Quando ho visto il castello – ha raccontato Buongiorno – ho deciso di partecipare all’asta”. Paolo Bartolomeo Buongiorno presiede il Gruppo Marifin ed è amministratore della Bucap spa, società che dal 1980 opera nel settore della gestione documentale. 

Ieri l’evento che ha aperto le porte del castello a nuove prospettive. “Ogni medioevo ha il suo rinascimento”, il titolo. Nei giardini, la presentazione del castello e una visita delle sale con guida riservata.


Il castello di Torre Alfina


Tra gli ospiti, il prefetto Antonio Cananà, il questore Fausto Vinci, il comandante provinciale della Guardia di finanza Carlo Pasquali, rappresentanti del comando provinciale dei carabinieri, il presidente della provincia Alessandro Romoli e la sindaca di Acquapendente Alessandra Terrosi. Assieme a Buongiorno ci sono poi il direttore del castello Franco Antonaroli e l’avvocato Claudio Saltimbanco.


Acquapendente - Il castello di Torre Alfina

Acquapendente – Il castello di Torre Alfina


“Le ragioni per cui ho deciso di partecipare all’asta – ha poi proseguito – sono state essenzialmente tre. La prima, l’incondizionata fiducia che ho nei confronti di questo territorio. La seconda, l’impatto emotivo che ho avuto vedendo il castello. La terza, infine, è stata la necessità che il castello tornasse ad essere il motore pulsante di un’intera zona”. Quella a nord della Tuscia, crocevia tra Lazio e Toscana.


Acquapendente - Castello di Torre Alfina

Acquapendente – Castello di Torre Alfina


Il castello ospita matrimoni ed eventi aziendali. Ma tra gli obiettivi di Buongiorno c’è anche quello di ampliare il raggio d’azione, tra mostre d’arte, moda e cultura. “Creando inoltre una rete di sistema con le istituzioni per promuovere e valorizzare al meglio castello e territorio”. Nel frattempo, a partire da settembre, il castello di Torre Alfina, quest’ultimo tra i 300 borghi più belli d’Italia, potrà essere visitato autonomamente. Dal vivo oppure seguendo l’avatar di Sforza Monaldeschi della Cervara e la realtà aumentata che caratterizza app, dedicata al luogo, che è già possibile scaricare.


Acquapendente - Il castello di Torre Alfina

Acquapendente – Il castello di Torre Alfina


“Dobbiamo ridare il castello al territorio – ha evidenziato Terrosi – soprattutto per quanto riguarda gli eventi culturali. Da parte nostra – ha aggiunto – diamo tutta la disponibilità a metterci intorno a un tavolo per ragionare insieme”.

“La Tuscia è una terra straordinaria sotto tanto profili – è intervenuto poi il prefetto Cananà – e ha bisogno di essere valorizzata. Iniziative come questa avranno sicuramente il sostegno di tutta la comunità”. “Iniziative – ha sottolineato infine Romoli – che vanno aiutate dalle istituzioni”.

Daniele Camilli


Fotogallery: Il castello di Torre Alfina


Il castello di Torre Alfina

Le prime notazioni storiche del castello risalgono ai Commentari Istorici di Monaldo Monaldeschi della Cervara, quando si parla di una torre fortificata trasformata in castello durante il regno longobardo di Re Desiderio (VIII secolo). E proprio la famiglia dei Monaldeschi prima, e il suo ramo della Cervara poi, saranno signori del castello e proprietari di molte delle terre intorno, dal 1200 al 1700.

Il castello passò poi, per via ereditaria, ai marchesi Bourbon del Monte in seguito al matrimonio di Gia’ Mattia del Monte con Anna Maria Monaldeschi, nella seconda metà del Seicento. Il borgo di Torre Alfina, nel frattempo, intorno alla metà del ‘400 aveva raggiunto una certa autonomia amministrativa costituendosi in comune rurale dipendente da Orvieto.

La rivoluzione francese lasciò il segno anche sul piccolo comune che, nel 1809, con il riassetto territoriale fu assegnato al circondario di Todi e al cantone di Acquapendente e poco dopo, a causa del calo demografico, contava solo 300 abitanti, fu addirittura soppresso e il suo territorio aggregato al comune di Acquapendente. L’assetto amministrativo deciso dai francesi verrà confermato anche dal nuovo Regno d’Italia, facendo diventare Torre Alfina una frazione del comune di Acquapendente.

Durante la spedizione garibaldina nell’agro romano, del 1867, il generale Giovanni Acerbi la scelse come suo quartier generale, in virtù della posizione geografica favorevole.

Il castello e la sua tenuta rimasero proprietà dei Bourbon del Monte fino al 1880 circa quando furono acquistati da Edoardo Cahen d’Anvers, banchiere belga che finanziò il Risorgimento e proprio per questo nel 1885 fu nominato marchese di Torre Alfina da re Umberto I. Fu proprio Edoardo Cahen d’Anvers a dare il via alla ristrutturazione del palazzo così come appare oggi, secondo il progetto affidato all’architetto senese Giuseppe Partini. A Edoardo successe poi Teofilo Rodolfo Cahen, che continuò l’opera di ristrutturazione. Passato di mano per eredità nel 1959, il castello fu acquistato da Alfredo Baroli, finendo poi a Luciano Gaucci. In seguito al fallimento del Perugia il castello è stato messo all’asta. Per essere infine acquistato dall’imprenditore Paolo Bartolomeo Buongiorno.


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13 luglio, 2023

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