![]() I rilevamenti in piazza San Lorenzo |
– In piazza San Lorenzo sono iniziati gli studi del sottosuolo con delle innovative e moderne tecnologie geofisiche.
Dopo una pausa durata alcuni mesi, sono ricominciati i rilevamenti geofisici e archeologici con lo scopo di individuare la tomba nascosta di Papa Alessandro IV, e tutte le strutture archeologiche sotto il colle del Duomo.
I primi studi, effettuati nei mesi di gennaio e febbraio da Di Filippo dell’università La Sapienza hanno rivelato importantissime informazioni sul sottosuolo della cattedrale, mostrando grandi cunicoli, cripte e interessanti strutture archeologiche. In questo mese di giugno gli studi si svolgeranno nella piazza del Duomo, nella cattedrale e nel suo museo, per un lavoro che durerà pressappoco un mese.
Questa fase di lavoro sarà realizzata dalla studio tecnico viterbese Stega di Giuseppe Pagano, che ha offerto gratuitamente il suo impegno a favore della crescita storico-culturale della nostra città e dell’Italia intera.
Questa fase del progetto andrà ad arricchire gli studi dell’università La Sapienza di Roma, dell’università di Palermo, dell’università di Granada (Spagna), dell’università di New York (Usa) e delle due ditte viterbesi: Studio Geologico Professionale di Brutti e Tecnocons di Fabrizio Pierini.
I dati verranno raccolti e studiati da un comitato scientifico altamente specializzato nell’applicazione di queste moderne e innovative tecnologie.
Il loro impegno più grande sarà quello di mettere a confronto tutte 9 le metodologie e i 15 macchinari, applicati ad un unico progetto: portare alla luce la tomba di Papa Alessadro IV e svelare il passato storico e archeologico di Viterbo. Sebbene alcune di queste tecnologie, prese singolarmente, abbiano già avuto applicazione, il loro utilizzo congiunto è una novità nella ricerca scientifica archeologica mondiale.
Così commenta Pagano: “Il 6 del corrente mese, sono iniziate le attività di studio con cui intendiamo collaborare con il dottor Alberto Pichardo nella ricerca della Tomba di Alessandro IV presso la cattedrale di Viterbo. A questo proposito, nei giorni a seguire svilupperemo una complessa campagna geofisica con l’uso di metodiche differenti, l’elettromagnetismo nel dominio della frequenza (Fdem), la tomografia elettrica in corrente continua (Ert), l’elettromagnetismo nel dominio del tempo (Tdem), la sismica a rifrazione, ecc., ciascuna tendente ad evidenziare il comportamento fisico dei terreni che si trovano al disotto della piazza antistante l’edificio sacro, nonché quelli al di sotto della pavimentazione interna alla Chiesa, attraverso lo studio della distribuzione orizzontale e verticale della resistività elettrica, della velocità delle onde sismiche, o delle modificazioni del campo magnetico naturale indotte dalla natura stessa dei corpi interrati.
Sarà necessario procedere ad una serie preliminare di tentativi, con il fine di individuare le configurazioni strumentali idonee allo studio della situazione locale, nonché alla individuazione di tutte quelle cause perturbanti legate all’antropizzazione antica e recente del sito, che potrebbero nascondere il target della ricerca.
Il complesso dei dati ricavati – continua Pagano – sarà poi sottoposto ad un trattamento di filtrazione e di elaborazione, con puntuale sovrapposizione delle risultanze provenienti dalle varie metodiche attivate. A ciò farà seguito l’interpretazione effettiva, tenendo sempre presente che quanto ottenuto è soltanto un contributo alla ricerca messa in campo dal Pichardo e che i risultati più attesi scaturiranno dalla sintesi di tutte le attività sviluppate dai ricercatori che hanno assicurato la loro collaborazione al progetto.
Nel frattempo abbiamo già eseguito un rilievo topografico di precisione dell’area esterna alla cattedrale, che rappresenta la base su cui saranno appoggiati i risultati della ricerca mano a mano che scaturiranno dalle misure strumentali.”
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