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Cultura - Già ordinario di Lingua e letteratura latina all’università della Tuscia - Il ricordo di Luca Bruzzese, presidente della delegazione Aicc “R. Pesaresi” di Viterbo

È morto Renato Badalì

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 Renato Badalì

Renato Badalì

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La delegazione “Raimondo Pesaresi” di Viterbo dell’Associazione italiana di cultura classica (Aicc) annuncia con dolore la scomparsa del proprio socio prof. Renato Badalì, già ordinario di Lingua e Letteratura Latina presso l’università della Tuscia. Formatosi a “La Sapienza” di Roma con Ettore Paratore, ha insegnato prima nei licei classici e poi nelle università di Bologna, Roma (“La Sapienza”) e Viterbo (Università della Tuscia).

Riconosciuto come uno dei massimi studiosi a livello mondiale di Lucano, ha lasciato contributi di inestimabile valore, dal punto di vista della constitutio textus e dell’interpretazione storico-letteraria, sull’opera di questo importante autore dell’età neroniana: si ricordino soltanto l’edizione critica di riferimento (Lucani Opera, Roma 1992), i corposi articoli degli anni ’70 riguardo alla tradizione manoscritta (sul «Bollettino del Comitato per la preparazione dell’Edizione Nazionale dei Classici latini e greci» e sulla «Rivista di cultura classica e medioevale»), la traduzione del Bellum Civile con note di commento pubblicata per Utet nel 1988 e più volte ristampata (Lucano. La guerra civile, Torino 1988). Da non trascurare poi il lavoro da lui compiuto sui Paradoxa Stoicorum di Cicerone: edizione critica (M. Tulli Ciceronis Paradoxa Stoicorum, Milano 1968) e traduzione corredata da introduzione e note (Cicerone. I paradossi degli Stoici, Milano 2003).

Negli ultimi anni lo stoicismo d’età imperiale e le caratteristiche della cultura neroniana sono state più volte al centro dei suoi interessi, sempre da prospettive stimolanti e originali (cfr. ad es. Seneca «palombaro dell’anima umana», in Cinque incontri sulla cultura classica, a cura di M. Capasso, Lecce 2015, pp. 97-110; Da Lucano a Stephen King: il nostro incubo quotidiano, in Atti del convegno nazionale di studi “Arma virumque cano”. L’epica dei Greci e dei Romani, Torino, 23-24 aprile 2007, a cura di R. Uglione, Alessandria 2008, pp. 159-182). Ma lo sguardo acuto e vivace di Renato Badalì (quello della ricerca riprendeva il bagliore degli occhi della persona) non si è mai accontentato di posarsi sugli autori più noti e frequentati: già da docente di Storia della lingua latina alla “Sapienza” di Roma – e posso darne testimonianza diretta – indirizzava i suoi studenti alla lettura e alla comprensione di autori fuori dal canone, come l’epico Claudiano, o di opere della Latinità di età moderna, come il De occulta philosophia di Cornelio Agrippa di Nettesheim.

Grande passione dell’ultima parte della sua carriera di studioso è stato proprio il lungo lavoro di analisi e di recupero confluito nell’edizione critica dei carmi in latino, greco e volgare che accompagnavano la pubblicazione di opere mediche tra Cinquecento e Seicento (Carmina medicalia, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana 2013, pp. 951 + 9 tavole fuori testo). Anche in questo caso l’estrema acribia del filologo non è mai disgiunta da uno spirito irriverente e divertito: si veda il contributo sui Carmina Nicotiana (riguardo alle virtù del tabacco) con l’affettuosissima dedica in memoriam a Giuseppe Morelli, «classicista insigne, fumatore epico e amico carissimo» (Carmina Nicotiana, in Apis Matina. Studi in onore di Carlo Santini, a cura di A. Setaioli, Trieste 2016, pp. 61-69). Nel 2015 ha ricevuto l’omaggio di una giornata di studi a lui dedicata, per le cure della prof.ssa M. Grazia Palombi e con la collaborazione, la partecipazione e il patrocinio di importanti enti come l’università della Tuscia, il liceo “M. Buratti” di Viterbo, la Fondazione Carivit e l’Aicc (Delegazioni di Viterbo, Fermo, Firenze e Roma), i cui risultati sono stati raccolti nel volume “In amicitia” per Renato Badalì. Una giornata di studi. Lunedì 8 giugno 2015, Viterbo 2015. 

Non va poi dimenticato che Renato Badalì non è stato solo un prestigioso filologo classico ma anche un brillante musicologo, proprietario di un notevole archivio di registrazioni musicali. In questo ambito ha prodotto una quantità di studi significativi, volti in particolare alla riscoperta di autori italiani del tardo Ottocento o primo Novecento, come Alberto Franchetti (cfr. ad es. Il “Cristoforo Colombo” di Alberto Franchetti. Profilo di un compositore dimenticato, in Columbeis III, Genova 1988, pp. 291-309; Alberto Franchetti , in Dizionario biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, vol. 50, 1998, pp. 65-67) e Giovanni Salviucci (Profilo di Giovanni Salviucci, in Musica senza aggettivi. Studi per Fedele d’Amico, a cura di A. Ziino, Firenze 1991, pp. 675-684). 

Per la delegazione Aicc “R. Pesaresi” di Viterbo è stato molto più di un socio: un amico fedele e un pilastro, sempre pronto ad intervenire nel momento del bisogno (e più volte lo ha fatto) con generosità, competenza e grande spirito di servizio. Ricorderemo non solo i fondamentali contributi che ha lasciato come studioso ma anche l’intelligenza, la schiettezza, l’ironia sempre affabile, le tante qualità umane che riservava all’incontro con gli altri.
 

Luca Bruzzese
Presidente della delegazione Aicc “R. Pesaresi” di Viterbo

 


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15 luglio, 2023

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