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(e.c.) – “Questa caserma è la casa degli italiani. Ed è qui, a casa nostra, che oggi ricordiamo i due marescialli Velardi e Buttaglieri”.
Così ha ricordato le due medaglie d’oro al valor militare il Capo di Stato maggiore dell’Am Pasquale Preziosa nella giornata dell’intitolazione della Scuola allievi marescialli dell’Am ai marescialli di prima classe Giuliano Velardi e Giuseppe Buttaglieri della 46esima Brigata aerea che hanno perso la vita in Bosnia nel 1992 (fotogallery).
Presenti anche il comandante delle scuole e della terza regione aerea Mario Renzo Ottone, il comandante della Scuola marescialli dell’Aeronautica militare Antonio Gaetano Coppola e i familiari delle Movm Velardi e Buttaglieri che hanno consegnato alla scuola le medaglie d’oro dei loro cari.
Dopo la celebrazione della messa da parte del cappellano militare Salvatore Cannaò e gli onori alla bandiera sono state lette le motivazioni che hanno portato all’intitolazione della scuola marescialli a Velardi e Buttaglieri che sono state riconosciute come figure di riferimento per i ragazzi che frequentano i corsi per lo spirito aviatorio, le virtù etiche e morali e le capacità tecnico-professionali.
“Questa è una giornata storica – ha affermato il colonnello Antonio Gaetano Coppola – ed è resa ancora più bella da una cerimonia sobria ma significativa”. Velardi e Buttaglieri “devono essere un esempio per noi e per i nostri allievi” il loro è “un esempio unico e una testimonianza importante.
Crediamo nei nostri giovani – ha detto ancora – perché loro sono il futuro dell’aeronautica militare”.
Le mogli dei marescialli Giuliano Velardi e Giuseppe Buttaglieri hanno donato alla scuola i ritratti e le medaglie d’oro conferite ai loro cari seguito dalla benedizione della targa di intitolazione alla scuola marescialli.
“Questa caserma – ha detto il Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare Preziosa – è la casa degli italiani, qui si forma la spina dorsale dello Stato. Noi siamo lo Stato, quindi questa è la nostra casa.
Ed è qui a casa nostra – ha sottolineato – che oggi ricordiamo i due marescialli. La nostra casa la dedichiamo a loro”.
“Non sonostati eroi, sono stati uomini – ha spiegato Preziosa -. E sono morti per portare il bene”.
A scandire tutte le fasi della cerimonia le note della Banda dell’Aeronautica militare.
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