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Viterbo - Intervista all'ormai ex presidente del consiglio - Intanto in Provincia si sfoglia la margherita sul possibile successore

Camilli: “Lascio e senza rimpianti”

di Giuseppe Ferlicca
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Piero Camilli

– Lascia e senza rimpianti. Piero Camilli dopo un anno alla presidenza del consiglio in Provincia, come dice lui, si toglie di mezzo.

Torna consigliere provinciale. C’è da immaginare, voce critica di una maggioranza e quindi di un’amministrazione che non vede molto di buon occhio per il (poco) lavoro fin qui svolto.

“Vista da fuori la Provincia non ci fa una bella figura a livello di operatività – spiega Camilli – possiamo mettere le scuse per i debiti lasciati da chi c’era prima, i soldi che non ci sono, ma mi pare che le cose proprio non vadano. Un’amministrazione poco incisiva”. E inerme. “Ci hanno tolto l’ospedale ad Acquapendente, ci aumentano la tassa sui rifiuti, ci chiudono le scuole e noi che facciamo?”.

E una vicenda, quella dei precari, per i quali Camilli si era speso a favore dei lavoratori.“L’amministrazione provinciale spende un milione e 700mila euro per i dirigenti – ricorda Camilli – dopo la riorganizzazione ne dovrà arrivare un altro. Abbiamo una pletora di dirigenti e ne andiamo a prendere uno in più. Quei soldi, logica avrebbe voluto che fossero andati ai precari”.

Il Camilli presidente in un anno s’è fatto conoscere, ma il Camilli consigliere come sarà?

“Farò gli interessi del mio territorio. Sono un uomo di centrodestra, ho le mie idee”.

Intanto in Provincia si sfoglia la margherita sul possibile successore. Cuzzoli, Fracassini, ma anche Staccini. “Non sono interessato a chi ricoprirà il mio ruolo – sostiene Camilli – mi da solo fastidio il fatto che non si pensi a nominare una figura che sia di garanzia, non si preoccupano di capire le ragioni che mi hanno spinto a togliermi di mezzo. Guardano solo ai duemila euro”.

Questa settimana o al massimo la prossima la convocazione del consiglio provinciale. L’ultimo per lui da presidente. Ruolo per il quale Camilli si da la sufficienza. ”Sono stato sempre sopra le parti nel mio ruolo. Mi do un sei”.


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7 giugno, 2011

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