Dennis Edegbe
Viterbo – “Nel centro storico di Viterbo c’è un clima razzista e violento che non è più tollerabile”. A dirlo è Stefania Pomante, segretaria generale della camera del lavoro della Cgil Roma nord e Viterbo dopo la pubblicazione su Tusciaweb della storia di Dennis Edegbe, titolare del Denco Africa bar a San Faustino, quartiere a nord della città dei papi.
Viterbo – Le macchine parcheggiate davanti al Denco Africa bar
Edegbe ha aperto un’attività a giugno dell’anno scorso, “perché – ha raccontato – pensavo fosse anche un valore aggiunto per il posto in cui vivo”. Ma “a partire da quel momento alcuni del quartiere mi hanno subito detto che me ne dovevo andare, che dovevo tornare al mio paese, che alle 8 della sera dovevo chiudere, nonostante abbia il permesso di restare aperto fino all’una di notte, come tanti altri bar. E siccome non gli ho dato retta, allora hanno iniziato ad insultare me, la mia famiglia e i clienti che frequentano il locale. Hanno iniziato a chiamare polizia, carabinieri e vigili urbani, a farmi inviare lettere dai loro legali, a parcheggiare le macchine di fronte all’attività creandomi tutta una serie di problemi quando devo caricare e scaricare il materiale”.
“Mi hanno messo in ginocchio – ha proseguito -. L’unica soluzione a cui penso è andarmene, perché così non è più possibile vivere. A Viterbo, quando il colore della tua pelle è diverso dal bianco, se lavori ti sfruttano, se provi ad aprire un negozio te lo fanno chiudere. Ho tre figli piccoli, tutti nati in questa città. Mi chiedono sempre perché la polizia è venuta così tante volte al bar. E quando sono entrati con i cani, sono rimasti sconvolti. E dei cani, adesso, hanno paura”.
Stefania Pomante
Dennis Edegbe avrebbe poi dovuto sopportare insulti come “negro di merda te ne devi andare” e “sporco negro”. “Un africano a Viterbo – ha sottolineato infine – non ha alcun valore. Non ci vogliono vedere, non siamo considerati come esseri umani. Un animale conta più di noi”.
Fortunato Mannino
“Abbiamo appreso della brutta storia che riguarda Dennis Edgbe, vittima di insulti e aggressioni di stampo razzista – ha commentato Pomante della Cgil -. Si fanno sempre più numerosi gli episodi di intolleranza a Viterbo, rafforzati spesso da un senso di impunità da parte degli aggressori. ‘Sporco negro’, ‘negro di merda te ne devi andare’ sono le indecenti parole di offesa a cui quotidianamente viene sottoposto Dennis Edgbe. Il clima razzista violento e intollerabile che si vive nel paese ci viene riportato quotidianamente nello sportello immigrazione della camera del lavoro Cgil territoriale dove raccogliamo testimonianze di diversi episodi vergogni rivolti a stranieri titolari di attività commerciali nel centro storico”.
“Qualche giorno fa – ha aggiunto la segretaria della Cgil – un bracciante agricolo senegalese stava chiedendo informazioni al proprietario di un negozio che per tutta risposta l’ha attaccato mandandolo via in modo aggressivo e violento. Questa è la quotidianità che si vive nel quartiere più multietnico di Viterbo, un quartiere che dovrebbe rappresentare un potenziale per la rinascita del centro storico e che, invece, viene percepito solo come un problema di sicurezza e di controllo del territorio. Come Cgil continueremo a batterci per costruire un Paese che sia solidale e accogliente; vanno messe in campo e rafforzate quelle politiche di contrasto ai fenomeni di odio e intolleranza a sfondo etnico e razziale che non possono trovare nessuno spazio nella nostra società”.
Ad intervenire anche i segretari generali della Cisl, Fortunato Mannino, e della Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti.
“Stiamo veramente toccando il fondo, una brutta situazione in una città che sta diventando invivibile. Tutti hanno il diritto di aprire un’attività, senza dover subire vessazioni. Espressione, tutto questo, di una società che si sta incattivendo ed è sempre meno inclusiva. Quello che sembra prevalere è l’odio, quando invece servirebbero solo rispetto e tolleranza”.
Giancarlo Turchetti
Infine, Turchetti della Uil. “Quanto è successo è assurdo per una democrazia come la nostra. Tutti devono rispettare le regole e per questo servono più controlli sul territorio, che devono riguardare tutti. Servono più investimenti sul piano dell’integrazione e un lavoro più attento sulla qualità della vita dei quartieri. Quello che è successo a Dennis Edegbe è letteralmente intollerabile. E non possiamo di certo girarci dall’altra parte e far finta di nulla”.
Daniele Camilli
– “Negro di merda te ne devi andare”, la vita quotidiana di Dennis Edegbe a San Faustino
Fotocronaca: Dennis Edegbe e il Denco Africa bar
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