San Vito di Negrar – Sognava di diventare un calciatore professionista e di giocare, chissà, negli stadi più importanti del mondo. Ma il suo sogno è stato stroncato sull’asfalto di una provinciale, nel veronese: Chris Obeng Abom, 13 anni, è morto dopo essere stato investito da un uomo che non si è fermato a soccorrerlo.
Chris Obeng Abom
La tragedia è avvenuta intorno alle 23.30 di lunedì in Valpolicella. Chris stava camminando sul ciglio della strada provinciale dell’Aquilino quando una macchina gli è piombata addosso investendolo e continuando poi la propria corsa. A trovare il giovane è stato un passante che ha immediatamente allertato i soccorsi. Chirs è stato quindi portato in condizioni disperate all’ospedale di Borgo Trento di Verona, dove però nove ore dopo ha chiuso gli occhi. Questa volta per sempre.
Sulla drammatica vicenda stanno indagando i carabinieri, che in poco tempo sono riusciti a rintracciare il presunto pirata della strada. I militari dell’arma sono arrivati a lui grazie ai sistemi di videosorveglianza della zona e a dei frammenti della macchina trovati sull’asfalto: si tratta di un 39enne che avrebbe alcuni piccoli precedenti tra cui spaccio e guida in stato di ebrezza.
Raggiunto dai carabinieri, l’uomo ha ammesso di essere stato lui alla guida ma di non aver investito nessuno. Sulla parte anteriore destra della macchina, però, sarebbero stati trovati danni compatibili con i frammenti rinvenuti sull’asfalto dopo l’incidente. Il 39enne è stato denunciato per omicidio stradale e omissione di soccorso.
A rendere ancora più tragica la morte è la possibilità che Chris potesse essere salvato se solo fosse stato soccorso dopo l’incidente. Ne sono convinti i medici che hanno provato a salvargli la vita: secondo i sanitari, infatti, le lesioni riportate dal giovane non sarebbero da sole “compatibili con il decesso”, che sarebbe invece stato causato da “arresto cardiaco per ipossia da schiacciamento”. In altre parole, Chris sarebbe rimasto sull’asfalto senza ossigeno per un periodo di tempo che potrebbe essere risultato fatale, prima di essere notato a terra da un passante.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della regione Veneto, Luca Zaia: “Un’altra tragedia inaccettabile, un’altra giovane vita stroncata da un pirata della strada. Fa molto male dover prendere atto di un ennesimo atto criminoso, com’è quello di non soccorrere una persona dopo un incidente. Se l’investitore si fosse fermato e avesse chiamato i soccorsi forse l’epilogo per questo ragazzo sarebbe stato diverso”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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