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Viterbo - L'associazione alla manifestazione dell'8 agosto: "Se qualcuno arriva a morire, significa che le condizioni di lavoro di migliaia di altri sono inaccettabili"

Bracciante morto al lavoro, Anpi in piazza contro caporalato e sfruttamento

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Braccianti agricoli -Immagine di repertorio

Braccianti agricoli – Immagine di repertorio

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Anpi aderisce alla manifestazione indetta dai sindacati per l’8 agosto contro il caporalato e il super sfruttamento in agricoltura, a partire dal tragico caso di Naceur Messaoudi, morto per aver lavorato nelle ore più calde alla raccolta dei prodotti agricoli.

È chiaro che non si tratta di un caso isolato: se qualcuno arriva a morire, significa che le condizioni di lavoro di migliaia di altri sono inaccettabili.

È un dovere per noi prendere posizione sui diritti fondamentali dei lavoratori: nella lotta partigiana gli ideali di libertà e di giustizia sociale sono stati legati in modo inscindibile, e sono alla base della Costituzione che difendiamo, che pensa l’Italia come “fondata sul lavoro”, e non sul predominio totale del profitto.

Per questo sono in gioco nella manifestazione dell’8 problemi di contrattazione sindacale, ma principi fondamentali di convivenza civile.

Esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia di Naceur Messaoudi, e facciamo appello per una partecipazione la più larga possibile.

Anpi federazione provinciale di Viterbo
Sezione comunale  di Viterbo Nello Marignoli


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7 agosto, 2023

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