Viterbo – Consigli dei territori, delle annunciate elezioni nemmeno l’ombra, mentre l’opposizione vuole vederci chiaro sui costi.
Riguardano gli ex comuni, Bagnaia, San Martino, Grotte Santo Stefano e Roccalvecce, per i quali saranno scelti cinque rappresentanti. Così stabilisce il regolamento modificato lo scorso anno dall’amministrazione Frontini, annunciando poi elezioni entro la primavera. Invece, siamo in piena estate e ieri mattina in prima commissione sono arrivati emendamenti che cambiano ancora il regolamento.
San Martino al Cimino
Del voto, nemmeno l’ombra, mentre di ombre ne appaiono all’orizzonte, ma su se e quanto costerà alle casse comunali l’operazione. Perché chi pensa che si tratti di un ritorno alle care e vecchie circoscrizioni, sbaglia: “È un organo consultivo – spiega Matteo Achilli (FdI) – gli eletti possono dare il loro contributo con idee e suggerimenti. Per questo fa differenza che ad esempio le elezioni siano gratuito o il comune debba sostenere un costo”.
In pratica, i cinque avranno titolo per far presente all’amministrazione situazioni che non vanno, migliorie da apportare al territorio d’appartenenza. Senza possibilità d’incidere, però. Perché non sono circoscrizioni, non sarebbe nemmeno possibile restaurarle.
Saranno un po’ di più, ma nemmeno tanto, della segnalazione di un comune cittadino e certamente meno di un consigliere che si trova sul territorio e decisamente meno di un esponente della giunta. Più precisamente dell’assessora che si dedica o dovrebbe dedicarsi ai territori.
Ma l’amministrazione ha deciso di “dare voce” alle realtà degli ex comuni. Tuttavia, rispetto ai piani iniziali qualcosa non ha funzionato.
Se in campagna elettorale la poi sindaca Frontini annunciava elezioni ad aprile 2023, una volta modificato il regolamento la data è stata più genericamente enunciata con un “a primavera”. Eravamo a settembre 2022. Tra un po’, come qualcuno disse, pure l’estate sta finendo.
Lo ha ricordato ieri mattina in commissione, Elpidio Micci (Viterbo cresce). Come mai agli annunci non sono seguiti i fatti, ma anzi, si ritorna in commissione per rivedere il regolamento per i consigli dei territori?
Da una parte, è stato detto, ci sono state le elezioni politiche e dall’altra alcuni cavilli tecnici. Probabilmente risolti con gli emendamenti presentati e votati dalla maggioranza. L’opposizione si è astenuta.
Matteo Achilli
Il richiamo alle elezioni politiche ha fatto sorgere qualche dubbio. “Vogliamo capire bene – spiega Achilli – quanto costano questi consigli e soprattutto la giornata d’elezioni necessaria. Come saranno pagati gli straordinari ai dipendenti, i costi vivi. C’è la commissione elettorale con cinque o sei elementi, il presidente. Chi saranno e come saranno remunerati?
Si tratta di soldi pubblici e occorre comprendere bene ogni aspetto. Non avendo un ruolo primario i futuri rappresentanti dei territori, un conto è dire che per la nomina non ci sono spese, altro è che invece si vada a spendere migliaia di euro”.
Per un organismo costruito forse più per parlarsi addosso che altro.
Giuseppe Ferlicca
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