Roma – Polemica a Roma dopo il concerto del rapper Travis Scott al Circo Massimo. La direttrice del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, ha annunciato ad Adnkronos che “alla luce di quello che è successo, non verrà più dato parere favorevole all’uso dell’area per concerti rock”.
Lo show di Travis Scott aveva attirato 60mila spettatori, in gran parte giovanissimi, e ha generato polemiche tra i residenti per via del volume eccessivo della musica. Alcuni, infatti, hanno chiamato l’Ingv per segnalare un terremoto. Inoltre si sono registrate 60 persone intossicate e derubate con spray al peperoncino e un 14enne precipitato da un’altezza di 4 metri mentre tentava di arrampicarsi su una transenna al parco del Palatino.
“Ritengo che il Circo Massimo debba ospitare solo concerti come l’opera, il balletto, ma non concerti rock che a mio avviso devono essere trasferiti negli stadi – ha detto Russo -. Avevamo chiesto di non superare il limite dei decibel prescritto dalla normativa e di non incitare il pubblico in piedi a saltare. Queste prescrizioni non sono state rispettate e chiederemo il perché a Roma capitale. Teniamo presente che il Circo Massimo non è un prato, è un monumento: ha gallerie sotterranee, parti archeologiche, non ci si può saltare sopra per ore, a decine di migliaia”.
Secca la replica dell’assessore ai Grandi eventi del comune di Roma, Alessandro Onorato. “La Sovrintendenza comunale, grazie ai concerti al Circo Massimo, l’anno scorso ha ottenuto 2 milioni e 100mila euro da rinvestire nella manutenzione e nella salvaguardia dei beni archeologici. Voler far sembrare un evento di cui tutti parlano nel mondo della musica internazionale in senso negativo perché qualcuno sul balcone si è sentito infastidito dal ritorno della musica, è una forma di snobismo nei confronti dei ragazzi di vent’anni”.
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