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Roma - Ancora guai per il nipote di papa Pio II - Nel 1996 fu arrestato a Viterbo per il delitto Segatori

Accoltella un artista di strada, in carcere per tentato omicidio il conte nero Ranieri Piccolomini

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Ranieri Piccolomini

Ranieri Piccolomini

Roma – (sil.co.) –  Arrestato a Roma per il tentato omicidio a Trastevere di un artista di strada di origine keniana Ranieri Adami Piccolomini, il nipote oggi 48enne di papa Pio II, noto alle cronache come il “conte nero”.

A Viterbo, nell’estate 1996, fu arrestato per l’omicidio di Paolo Segatori, un 22enne assassinato con venti coltellate. Dopo 23 giorni di carcere fu scagionato in seguito alla confessione del colpevole. All’epoca faceva il tatuatore a Viterbo, al pianoterra del palazzo nobiliare della nonna in via del Giglio. Ed era solo l’inizio.

L’ultima aggressione è avvenuta poco dopo la mezzanotte del 10 agosto quando Piccolomini ha colpito al collo vicino alla giugulare la vittima, che si è difesa, con una bottiglia rotta, in piazza Sant’Apollonio. 

Sul posto sono accorsi carabinieri e personale medico del 118. Entrambi sono stati portati in ospedale. L’artista di strada è stato dimesso con 20 giorni di prognosi, mentre sono 30 quelli riconosciuti a Piccolomini, che è stato arrestato per tentato omicidio e trasferito a Regina Coeli.

Nei guai il 48enne era giá finito anche la settimana scorsa, la sera di venerdì 4 agosto, quando, a piazza di Santa Maria in Trastevere, attorno alle 23, si è avvicinato alla camionetta dell’esercito che stazionava nella piazza nell’ambito dell’operazione “strade sicure”.

Si sarebbe scagliato contro i militari puntando alle loro armi di ordinanza per poi fuggire a piedi, urlando “datemi le pistole o vi ammazzo”, finendo denunciato per minaccia a pubblico ufficiale.

A giugno 2021, il 50enne era stato fermato a Ponte Sisto armato di una pistola Beretta modello 950B, con tre caricatori contenenti sette proiettili calibro 6.35, infilata nella cinta dei pantaloni. Il tutto sottratto poche ore prima dalla collezione dell’anziano padre. A denunciare il furto era stata la sorella, allarmata della sparizione dell’arma.

Il 27 novembre 2011, agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia, era finito in carcere per essere evaso dalla casa di famiglia. Pochi mesi dopo, nel 2012, era rimasto coinvolto in una maxi rissa, picchiando a sangue un cittadino del Bangladesh in piazza dei Crociferi, pochi giorni dopo essere stato denunciato per aver aggredito in vicolo del Cinque altri tre cittadini bengalesi di età compresa tra i 16 e i 41 anni.

Nuovamente in manette per tentato omicidio è finito l’8 dicembre 2013 quando, la notte dell’Immacolata, il Conte Nero ha ferito con alcune stelle ninja un pensionato di 75 anni che stava camminando per le strade di Trastevere. L’anziano, colpito al collo fu trasportato in condizioni disperate all’ospedale Fatebenefratelli e sopravvisse per miracolo. Piccolomini fu poi condannato a tre anni e due mesi.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 agosto, 2023

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