Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Doveva essere un pomeriggio di relax in riva al lago: un pic-nic con i cani, il mio bimbo di tre mesi e un amico. Dalla spiaggia di Marta fino a quella di Montefiascone era un continuo di macchine, ombrelloni e persone. Non c’era posto, tutti abbiamo avuto la stessa idea.
Tornando indietro, circa duecento metri dopo un ristorante, troviamo incredibilmente uno spazio libero all’ombra di un grande pioppo: che fortuna pensiamo.
Sistemiamo le cose e mentre io mangio il mio amico gioca con il bimbo stesi all’ombra del tanto ricercato albero. Con lo sguardo perso verso il lago noto due rami secchi che scricchiolando cadono in acqua attirando anche l’attenzione dei cani.
Non sono una persona particolarmente esperta dei “pericoli in natura” ma, la casualità che fossi assorta guardando il panorama, piuttosto che facendo un bagno, stando al telefono o ascoltando musica, mi ha permesso di notare che non ci fosse un vento tale da spezzare quei rami.
Così mi alzo per vedere se ci sono altri rami secchi e nel mentre sento degli altri scricchiolii e un rumore cupo che mi mette in allarme e immediatamente esorto il mio amico a spostarsi.
In un secondo cade su sé stesso un ramo giovane che si schianta sul telo dove un attimo prima c’eravamo noi, seguito da un altro di circa 30 centimetri di diametro che spacca in due la panchina a lato del telo.
Per pochi fortuiti secondi abbiamo evitato un dramma.
Ma la fortuna aiuta in modo casuale mentre oggi, a fronte del clima bizzarro che mette a dura prova gli ambienti, la gestione e tutela del territorio deve essere precisa e preventiva.
Io amo quel tratto di lago, è dalla gravidanza che ho scelto l’ombra di quei pioppi per passeggiare e sostare, non vorrei che si arrivasse a tagliare l’albero senza chiedersi come mai si è ammalato o come mai, dopo la tempesta di qualche settimana fa non si è fatto un controllo scrupoloso.
Immagino che non ci siano figure specializzate interne al comune che possano effettuare questi controlli o delle potature specifiche, ma la gestione del territorio (e da forestiera mi permetto di dire di questo magnifico territorio) e nello specifico del lago e delle sue sponde che creano un ecosistema unico e che caratterizzano anche i paesi che vi si affacciano, deve essere affrontata non come un costo ma come un investimento.
La gestione del territorio comune/civico, nel senso di tutela dell’ambiente e delle modalità di interazione con gli abitanti, non dovrebbe essere visto come compito gravoso di ogni singolo Comune ma piuttosto come un obbiettivo comune delle comunità.
Alessia Zancan
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