Viterbo – “Bisogna rivedere l’appalto rifiuti, non è possibile che un materasso venga lasciato a terra per trenta giorni e nessuno lo porti via”. L’ex consigliere Antonio Obino va su tutte le furie. Il casus belli è appunto un materasso lasciato addosso a un secchione della nettezza urbana pare per una mesata. Tra i quartieri viterbesi di Pianoscarano e Carmine, poco fuori le mura medievali.
Viterbo – Il materasso tra Pianoscarano e il Carmine
Trenta giorni sono veramente troppi. “Se abitassi da quelle parti – dice Obino – il materasso l’avrei preso e buttato io. Oppure avrei chiamato i vigili”. E la responsabilità, per l’ex consigliere, non è tanto della sindaca ma sarebbe di tutti. “Non voglio prendermela con lei”, aggiunge. Tutti responsabili dai cittadini alla società che gestisce i rifiuti fino ai delegati dell’amministrazione, in particolar modo quello alle piccole cose, incarnato dalla consigliera Maria Rita De Alexandris.
Antonio Obino
“Il materasso – prosegue Obino – è stato lì trenta giorni. Gli operatori ecologici, quando passano, non le vedono queste cose. Un materasso preso e abbandonato come se fosse un vestito. Andrebbero strigliati sia chi lo ha lasciato lì, sia i cittadini che passano e non dicono niente. Ci rendiamo conto come è diventata questa città? Non basta attaccare il politico di turno. Anche i funzionari e i dirigenti competenti dovrebbero intervenire. Se uno chiama un pittore in casa, poi non va a controllare come il lavoro è stato fatto? E allora perché la stessa cosa non si fa per la città?”.
Viterbo – Il materasso tra Pianoscarano e il Carmine
“Ma dove stanno i rappresentanti delle istituzioni quando vanno in giro? – conclude Antonio Obino -. Dove stanno gli amministratori che abitano a Pianoscarano o al Carmine? C’è anche un delegato alle piccole cose… dove sta? Dove stanno i candidati alle ultime elezioni che in campagna elettorale volevano così tanto bene alla città?”.
Daniele Camilli
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