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– “Non vi nascondo un certo malessere nel presentare i dati di un rapporto che illustra una situazione economica sempre più complicata per la nostra provincia”.
Così il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella durante la presentazione del 13esimo Rapporto sull’economia della Tuscia.
Dati allarmanti che ritraggono una Provincia ancora molto colpita dalla crisi economica e dalla disoccupazione, soprattutto quella femminile e giovanile. Unico dato in lieve controtendenza l’agricoltura.
“Per anni – prosegue ancora Palombella – abbiamo descritto una ripresa lenta, abbiamo tracciato le traiettorie di uno sviluppo sostenibile, ma ormai abbiamo imparato sulla nostra pelle che questa crisi è più lunga di qualsiasi previsione”.
Nel 2012 si è registrato un calo del numero delle imprese locali pari al – 0,7% (– 0,3% in Italia). Stando all’analisi congiunturale la produzione e gli affari si sono ridotti di circa un terzo.
Nel 2012 il fatturato è sceso dell’8,5% e l’occupazione del 3,9%. Aumentano i disoccupati con un tasso del 13% (11,2% nel 2011), addirittura superiore a quello nazionale che è del 10,7%.
La crisi colpisce soprattutto le donne con un tasso pari al 15%, rispetto a quello maschile che è invece dell’11,5%. Solo l’11 % degli imprenditori ha fatto investimenti nel 2012.
Scende anche l’andamento del valore aggiunto con una percentuale del – 2,6% (- 0,8% in Italia).
“Una via d’uscita – spiega Palombella – non può che passare per l’economia reale, quindi l’impresa e di conseguenza il lavoro. Il binomio impresa lavoro è fondamentale”.
Tra i problemi principali indicati nell’indagine dagli imprenditori ci sono i ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.
“Oggi – sottolinea Palombella – le imprese rischiano di chiudere non per i debiti ma per i crediti”.
Nel 2012 è stato riscontrato un calo dell’1,2% degli impieghi bancari e un aumento del 14,3% delle sofferenze bancarie.
Unico comparto in lieve controtendenza è l’agricoltura che ha dimostrato una più forte tenuta alla crisi con un fatturato che diminuisce solo del 2,1% rispetto alla media dell’8,5%, con l’occupazione in lieve rialzo (+ 0,9%) e un forte incremento dell’export con il 34% dei prodotti esportati.
Questo contribuisce, dice il presidente della Camera di commercio, “a quel + 20,5% dell’export generale della Tuscia, maggiore anche al dato italiano del 3,7%”.
Ma un concreto appoggio deve arrivare anche dalle istituzioni per favorire lo sviluppo di reti di imprese.
“Essere sindaco di una città come Viterbo – afferma Leonardo Michelini – non significa rappresentare solo il perimetro comunale, ma assumersi la responsabilità di un intero territorio, comprese le relazioni umane da cui è composto. In questa ottica le reti di imprese svolgono un ruolo fondamentale”.
Il momento è difficile ma è in questo contesto, sottolinea Michelini, che potrebbero venir fuori le idee migliori.
“Ho già avviato con la Regione – spiega – un rapporto di stretta collaborazione, ma voglio sottolineare che la giunta guidata da Nicola Zingaretti aspetta le nostre proposte. Non sarà una giunta che cala le sue iniziative sul territorio, ma sarà finalmente il nostro territorio che si renderà protagonista e attore principale del proprio futuro attraverso la Regione.
Sarà un’innovazione culturale. In questo nuovo percorso sarà fondamentale il coordinamento fra le istituzioni”.
Presenti al 13esimo rapporto sull’economia della Tuscia il segretario generale della Camera di commercio Francesco Monzillo, il consigliere regionale Riccardo Valentini, i deputati Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi (Pd).
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