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Santa Rosa - Viterbo - Raffaele Ascenzi illuminaci con una macchina che trasporti nelle strade della nostra città non una statua, ma una vita nuova che rinasce, rinasce e rinasce

Dies Natalis sarà la macchina del Giubileo 2025

di don Gianni Carparelli
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Viterbo – Di Raffaele Ascenzi sarà la macchina dell’anno Giubilare 2025.

Viterbo - Presentazione nuova macchina di Santa Rosa

Viterbo – Presentazione nuova macchina di Santa Rosa


Non ho visto il bozzetto, certamente affascinante, per cui parlo non a vanvera, ma con gli occhi sulla esperienza della vita di fede nel mondo giudeo-cristiano che potrebbe o no interessare l’architetto. Ma interessa me per la coincidenza delle date e il nome dato alla macchina: Dies Natalis… Giorno della nascita. Di cosa? E mi permetto di iniziare da un brano di Isaia all’inizio del cap. 61. Leggi e capirai perché.

1 “Lo spirito del Signore Dio, il Signore, è su di me
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai derelitti,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
2 a promulgare l’anno di misericordia del Signore,
un giorno di rivalsa da parte del nostro Dio,
per consolare tutti gli afflitti,
3 per allietare gli angosciati della terra,
per dare loro una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell’abito da lutto,
un canto di lode invece di un cuore mesto.

Viterbo - Presentazione nuova macchina di Santa Rosa - Raffaele Ascenzi con la famiglia

Viterbo – Presentazione nuova macchina di Santa Rosa – Raffaele Ascenzi con la famiglia


Il profeta annuncia un “anno di misericordia”, che si esprime in due direzioni: Liberazione e Misericordia. Nel libro del Levitico (cap. 25) si legge: “Il cinquantesimo anno sarà per voi un Giubileo, non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia nelle vigne non potate. Poiché è il Giubileo: esso vi sarà sacro: potete però mangiare il prodotto che vi daranno i campi”.

Il Giubileo veniva annunciato dal suono di un corno di ariete, il Jobel, usato come tromba per ricordare con solennità. La profezia di Isaia si rifaceva alla dura esperienza dell’esilio di babilonia quando gli ebrei si trovarono privi di tutto e iniziarono a vivere di speranza.

Il Giubileo è un invito a rivedere i propri stili di vita. Rispetto per la terra, che non deve essere sfruttata. Restituzione dei beni ai legittimi proprietari perché nessuno può essere servitore di due padroni e il Signore è il Signore di tutto e di tutti. La terra non è proprietà assoluta di nessuno, ma la usiamo come affittuari, ma non per più tempo di 50 anni. Gli schiavi debbono essere affrancati. I prigionieri riportati in libertà…

Non sto proponendo alla lettera senza considerare le condizioni storiche ben diverse oggi da quelle del tempo biblico post esilio. Ma una riflessione è dovuta. Non possiamo celebrare un Giubileo solo con conferenze, messe in piazza, prediche, pellegrinaggi e cosette del genere anche se certamente soddisfano tanti, magari non credenti. C’è qualcosa di più. Lo spirito è diverso e dobbiamo andar a scovarlo per viverlo. Non possiamo arrivare alla fine dicendo: sono venuti 35 milioni di pellegrini, è stato un successo.

Viterbo - Raffaele Ascenzi alla presentazione della nuova macchina di Santa Rosa

Viterbo – Raffaele Ascenzi alla presentazione della nuova macchina di Santa Rosa


Dovremmo darci da fare affinché qualcosa di nuovo rinasca: ecco il Dies Natalis.

Una macchina che rappresenti la bellezza spirituale di una piccola ragazza che testimoniava la sua fede nella carità, deve e non solo dovrebbe, aiutarci a rinascere personalmente e socialmente. Cosa facciamo per rispettare la natura, tutta? Cosa facciamo per liberare le persone dalle catene della povertà e dalle catene chimiche, dell’emarginazione, del dubbio sul proprio futuro, dalla paura di vivere? Cosa facciamo perché le nostre città siano pulite, accoglienti, tranquille, rispettose? Cosa facciamo per essere corretti nel lavoro, nelle professioni, nei servizi? E i sacerdoti del tempio?

Anche loro sono invitati a rinascere, Dies Natalis, mettendosi a servizio delle persone e meno delle strutture o organigrammi. Cosa faccio io, che scrivo, per diffondere pensieri più corretti e meno stantii, pensieri che liberino gli schiavi dei banchi e delle statue a aprire gli occhi sul mondo reale e non su quello immaginario? Vediamo quanto c’è da fare oltre che organizzare pellegrinaggi a Roma? Ci sono viaggi che pur se bene organizzati non ci fanno camminare nella fede, anche se ci portano a vedere i luoghi della fede. E la nuova macchina Dies Natalis? Potrebbe fare molto, veramente molto. Per esempio farsi promotrice di un servizio permanente che potremmo chiamare: “La parannanza di Rosa” o se vogliamo essere meno viterbesi: “Il grembiule di Rosa”.

Una associazione-servizio che si proponga come fine ogni anno, quello di aiutare centri di aiuto e soccorso per donne abusate, bambini in disagio, uomini soli, anziani che si sentono abbandonati, braccianti nei campi, barboni di strada… sarebbe una macchina che viene trasportata ogni giorno dell’anno e non solo il 3 settembre. Direte, ma già ci sono. Allora coordiniamo e collaboriamo, perché si dicono tante cose ma se ne fanno meno.

Ecco allora che il Dies Natalis arriva anche per le persone, per illuminare la vita e non solo le strade del 3 settembre notte. So che Raffaele Ascenzi non è insensibile a questo. Ce l’ha nel dna di famiglia. Raffaele, illuminaci con una macchina che trasporti nelle strade della nostra città, non una statua, ma una vita nuova che rinasce e rinasce e rinasce…

don Gianni Carparelli


Video: Nuova macchina di Santa Rosa – Vince Raffaele Ascenzi


– Vince Dies Natalis, la nuova macchina di Santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi


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5 settembre, 2023

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