– Antonello Ricci torna per le strade di Viterbo e porta a spasso i suoi racconti.
Allora Ricci, tornano le passeggiate/racconto?
“Sì, certo. A dire il vero è già qualche settimana che con la Banda del Racconto ci siamo rimessi in cammino. Per le strade di Viterbo ma anche per quelle della Tuscia. Quest’anno mi sono messo in testa di realizzare una sorta di Never Ending Tour alla Bob Dylan”.
Cioè?
“Sto girando di paese in paese, e seguiterò a farlo senza sosta, per tutta l’estate, attraverso i nostri splendidi paesaggi con la bisaccia piena di nuovi racconti. Prendo le parole dei viaggiatori dell’immaginario (artisti registi scrittori poeti) che hanno fatto sosta da queste parti e le riporto ad alta voce nei luoghi che le ispirarono: Roberto Rossellini all’aeroporto di Viterbo, Annibal Caro ai piedi delle mura di Vetralla, Pasolini per i vicoli del borgo di Chia. Sempre più teatro di strada, voglio dire, che non tradizionale passeggiata”.
E il pubblico come risponde?
“Con straordinaria intensità e curiosità. Sabato scorso, per dire, a Chia il percorso si è consumato in poco più di cento metri. Ma è stato un incanto leggere e recitare Ariosto, Boccaccio e Pasolini fra dolcissime vecchiette che ti ringraziavano e bambini che rincorrevano un pallone”.
Chi sta lavorando con lei?
“In scena con me ci sono i miei sodali di sempre: Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti su tutti. Ma è dietro le quinte la novità più importante. Da una parte sto collaborando con un tour operator di lungo corso come Laura Patara. Laura è una viterbese (ahimé!) testardamente innamorata come me della Tuscia: condividiamo il sogno che le passeggiate possano diventare un modello virtuoso di promozione dell’immagine della Tuscia anche fuori della Tuscia, incentivando un turismo rispettoso dei nostri paesaggi. Dall’altra, con l’amico fraterno Davide Ghaleb ci siamo messi in testa di portare en plein air tutti i libri del suo ricco catalogo (cospicuamente dedicato all’arte e all’architettura dei centri della Tuscia): prendiamo portoni portali edifici fontane fontanili vicoli strade piazze dei paesi del viterbese e li usiamo come quinte su cui far riecheggiare vite voci racconti dei grandi viaggiatori”.
I prossimi appuntamenti?
“Intanto venerdì pomeriggio (20 giugno) tocca a Pasolini, Ninetto e Totò a Tuscania: La storia e la cicoria. Dal frate Ciccillo di Uccellacci e uccellini all’Andreuccio del Decameron, sulle superbe scene di Santa Maria Maggiore e San Pietro. Sabato sera sarò invece a spasso per il centro storico di Capranica, declamando lettere e versi composti da Petrarca durante il suo soggiorno capranichese del 1337 e proprio a Capranica dedicati.
Ma non finisce qui. Altre chicche sono in programma già per la prossima settimana: andremo a spasso fra le rovine città-fantasma di Monterano in compagnia di Onofrio del Grillo (ve lo ricordate vero? Io so’ io… e voi…) poi torneremo a Viterbo, tra via Cairoli e San Faustino: in mezzo alle macerie dei bombardamenti, marceremo “alla bersagliera” in compagnia del film Piume al vento…”.
Ma non si stanca mai?
“Me lo chiedono in tanti. Se proprio devo essere sincero, la risposta è no. È un modo di raccontare, quello delle passeggiate, del quale non so proprio fare a meno. L’atmosfera che si instaura con il pubblico che ti segue è una cosa unica, anche più intensa di quando sali sul palco. Ma c’è anche la fase di ricerca e allestimento: un’esperienza irrinunciabile, per me, di straordinario stimolo artistico e spirituale. E infine ci sono i paesaggi, Viterbo la Tuscia. È un giuramento d’amore, un debito d’onore, il mio con questa terra: non era Federico Fellini a giurare che un paesaggio può, con una linea un gesto di colline, salvare addirittura una persona, affidargli un messaggio prezioso? Ecco, giro come una trottola per riportare a casa questo messaggio di salvezza umana. Per tutti noi uomini umani… parola di Totò!”.
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