– Un’intera famiglia sequestrata in casa. Madre, padre, figli e la nonna 85enne legati, imbavagliati e rapinati mentre stavano per cenare nella loro casa, una villetta a Vetralla in località Cinelli.
Accadeva nel dicembre 2005. Per quella notte da arancia meccanica il tribunale di Viterbo ha condannato a sette anni G.P.T., 31enne romeno.
Il suo complice era già stato condannato anni fa. Ieri la sentenza del collegio presieduto da Maurizio Pacioni (a latere Eugenio Turco e Filippo Nisi).
G.P.T. doveva rispondere di rapina pluriaggravata, sequestro di persona, lesioni e porto di coltello. Insieme a un connazionale entrò nella villetta verso le 20. Uno era armato di coltello, l’altro di spranga. Il terzo membro della batteria disertò: era troppo ubriaco per partecipare al colpo.
Dopo aver picchiato e legato i cinque componenti della famiglia, li hanno rinchiusi in una stanza. Solo dopo ore uno dei figli è riuscito a liberare se stesso e i suoi parenti.
I ladri, intanto, erano riusciti a portare via qualche centinaia di euro, oggetti d’oro, una tuta e un cellulare. Da quest’ultimo sono risaliti a G.P.T. e all’altro, che furono arrestati. “Una giustizia ritardata è una non giustizia” ha dichiarato nella requisitoria il pm Renzo Petroselli, che ha chiesto la condanna a sette anni e mezzo, riconoscendo l’attenuante della confessione.
Vani gli sforzi dell’avvocato Luca Nisi, che ha puntato sulla mancanza di elementi che inchiodassero il 31enne.
Oltre alla condanna a sette anni, G.P.T. dovrà pagare le spese del processo e una multa da 2mila euro.
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