Viterbo – La maggioranza s’incrina e s’inchina all’opposizione sul regolamento delle aree per standard urbanistici e parcheggi pertinenziali. Argomento ostico.
Ciorba e Frontini
In parole povere, serve a stabilire come e quando si debba versare al comune in alternativa alla cessione diretta delle aree, ogni volta che la cessione non sia disposta. Livello tecnico 10 su una scala da 1 a 10. Inversamente proporzionale alla comprensione del tema.
Tuttavia, quanto accaduto giovedì nell’ultima parte di consiglio comunale, di tecnico ha poco e ha invece molto di politico. O forse quasi nulla, se visto dalla prospettiva della maggioranza. Che ha si è esibita in un inutile e improduttivo braccio di ferro con l’opposizione, tra l’altro ben disposta sul tema. Ma ha chiesto però di coinvolgere associazioni e diretti interessati ascoltandoli, rinviando di una settimana la discussione.
La maggioranza, però, ha fatto muro. Anche se sul muro di Viterbo 2020 e Rinascimento qualche crepa si è vista, eccome. Alle pressanti richieste della minoranza, arriva la proposta del presidente del consiglio Marco Ciorba di sospendere per cinque minuti: “Rimanendo sui banchi”. Tanto sarebbe durata poco e invece si è andati oltre i 20 minuti.
Con la decisione di proseguire. Avanti tutta. “Atteggiamento incomprensibile – attacca Laura Allegrini (FdI) – dannoso anche per la maggioranza, quando noi eravamo ben disposti. Ma se è così, al prossimo consiglio, ci prepareremo e perderemo tanto tempo…”.
Con un assaggio già nella scorsa seduta. Interventi da parte di tutti i consiglieri. “E comunque – continua Allegrini – dopo la riunione s’è capito che c’è un problema al vostro interno, non ci dovete insegnare nulla, si capisce”.
In sala del consiglio, è stato l’assessore Emanuele Aronne (Urbanistica) a pigiare sull’acceleratore. Avanti tutta. Appoggiato, seppure con parole (ma forse non pensieri), più morbidi dalla sindaca Chiara Frontini.
Sta di fatto, che nella riunione di maggioranza che da 5 minuti è durata 20, non tutti sarebbero stati d’accordo. C’è chi ha detto se non no, almeno boh. Ma ha prevalso l’atto di forza. Che ha ottenuto il grandioso risultato di votare il primo degli articoli che compongono il regolamento, per poi rimandare tutto a giovedì.
Tanto valeva, come chiesto dall’opposizione, confrontarsi e partire nella prossima seduta. Anziché cercare lo scontro frontale.
“Sospendiamo e ripartiamo dal primo articolo – la proposta di Matteo Achilli (FdI) – anche perché sul chiedere condivisione e partecipazione, qualcuno qui si sarebbe incatenato”. Ogni riferimento alla sindaca Frontini quando era all’opposizione, non è puramente casuale.
Ma fra i primi a chiedere di condividere un documento dove c’era (e chissà se c’è ancora) una sostanziale condivisione è stata Luisa Ciambella (Per il bene comune): “Avete adottato un metodo sbagliato. Abbiamo atteso 20 minuti inutilmente. La prova dell’immaturità di questa maggioranza.
Ci tenete qui alle 19,26, quando a breve si chiude. Per una voglia di vincere, ma non vincete nulla. Sono comportamenti non tollerabili, quando si dice o si fa così o così. Condividere questo regolamento era importante, com’è importante, per chi non è a conoscenza di una materia così tecnica, capire bene”.
Col collega Andrea Micci (Lega) che avverte: “Mostrare i muscoli non fa bene a nessuno” e Alvaro Ricci (Pd) che riteneva di buonsenso la sospensione.
Invece, avanti tutta. Una grande prova di forza con uno straordinario risultato. Avere approvato un solo articolo e giovedì si ricomincia.
Giuseppe Ferlicca
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